Riflettendo sul FoodCamp

Scritto 11 anni fa

Era la prima volta che partecipavo ad un BarCamp, e ho scoperto un mondo parallelo.
In questo mondo parallelo un po’ c’ero gia’ dentro inconsapevolmente per l’uso smodato della rete, ma non tanto dentro da arrivare alla Rete che usa smodatamente me 🙂 anche se a questo punto un dubbio mi sorge … 🙂

Le riflessioni di chi, di barcamp, ne ha gia’ passati un po’, sono gia’ oltre alle mie di natura prettamente “iniziatiche”.

In generale penso che la formula sia geniale: il fatto ad esempio che un wiki abbia il potere di concretizzarsi in un incontro reale, soprattutto se la finalita’ non e’ -solo- la magnaccia in compagnia ma anche e soprattutto quel taglio para-seminariale/costruttivo/collaborativo/esplorativo su un argomento specifico.

In sostanza, a parte gli interventi “personali” che parlano di esperienze gia’ in essere, e che possono fungere da veri i propri case-history (ad esempio Fattoria italiana, Parco dei Buoi, Ewsp, San Lorenzo, Acetaia San Giacomo), penso sia interessante come l’analisi della questione “Food” in rete offertaci da
– Gianna (di TrashFood) con questa sua presentazione
Vittorio Pasteris che partendo dalla crisi dei critici cinematografici, metaforicamente si riferiva a quelli “enogastronomici” soprattutto online
Giovy, con la sua presentazione vino 4.0 con una panoramica degli eno-siti/blog presenti in rete (e ci ha lasciato a mezz’aria con una novita’ in questo campo, che a quanto pare lo coinvolge molto da vicino)
dicevo, l’analisi della questione Food e web ha dato spunti interessanti che potrei riassumere cosi’ (sintesi che pregherei modificare/ampliare)

– manacanza di siti di riferimento per l’e-commerce di cibo (una volta lo era Esperya)

– praticamente idem per il vino ma per quest’ultimo, in piu’, nessuna piattaforma in stile 2.0 veramente attiva

– tanta quantita’ ma poca qualita’ da parte dei c.d. “appassionati del gusto” online, laddove si debba giudicare un ristorante, un prodotto, un vino. Personalmente trovo tali giudizi il piu’ delle volte approssimativi, indice della superficialita’ utilizzata nel trattare gli argomenti del cibo e del vino alla stregua del calcio ove “tutti sono allenatori”.

– constatazione che il prodotto “tipico di qualita’” faccia fatica a seguire le stesse dinamiche di altri bene “fungibili” (libri, cd, tech ecc…). Le loro peculiarita’ rendono doverosa una formula diversa, piu’ specializzata, e non condivisa con altri prodotti extrafood

– … (verranno in mente)

L’appuntamento per il prossimo FoodCamp per proseguire nei discorsi avviati e’ a settembre a Riva del Garda, in occasione del BlogFest.

Un grazie di cuore a Franceso Travaglini e a tutta l’amministrazione comunale di San Martino in Pensilis con particolare riguardo al mitico Costantino (detto anche “quello bello” in contrapposizione a quello di Maria de Filippi) per l’ospitalita’ e la perfetta organizzazione.

————– English version

Reflecting on FoodCamp

It was the first time that I took part in a BarCamp, and I discovered a new world. A world I somewhat knew considering my exaggerated use of the www, but not enough to reach that net, that uses me…although at this stage I’m starting to have some doubts….

The reflections of those like me, are already past simply initial but aren’t at the same level of those who have great experience.

More generally I think that the format is brilliant: the fact for example that a wiki has the power to become concrete/practical in a real life meeting, having a goal and by goal I don’t only mean eating and drinking in company but also constructive, lesson-like, cooperative, analytical, hypothetical cut on a specific argument..

Basically, other than the participants that spoke of their personal experience already in existence, which we can view as case-history (for ex Fattoria italiana, Parco dei Buoi, Ewsp, San Lorenzo, Acetaia San Giacomo), I find it interesting that we analysed the matter “Food” online, and in particular the speakers:
Gianna (of TrashFood) with with her presentation
Vittorio Pasteris that started off by of the crisis in movie critics but was metaphorically speaking of travelfood critics and especially those on-line.
Giovy, with his presentation wine 4.0, and an outlook on all wine-sites and blogs present on the net (and he left us in the middle of something we’d never heard of in this field, that apparently involves him very closely).
As I was saying, this analysis on food and web gave us some interesting “food for thought” that I will try to sum up like this ( please modify or extend if necessary)

– lack of reference web sites for food e-commerce (there once was Esperya)

– same thing for wine, although here we don’t even have a 2.0 style truly active platform.
– all this quantity, but scarce quality on behalf of c.d. ( taste experts and lovers) on-line when a restaurant, product or wine needs to be judged. Personally I find many of these evaluations, mostly approximate a mere indication of how superficial critique on food and wine can be and of how everyone seems to know everything and ois ready to teach.
– we realised that the “typical, quality product” has a harder road to travel and follow the same processes which other goods have (books, cd’s hi-tech etc). The pecularities give these products the right to a different more specific process which can’t be shared with other non-food products.

– … (they will come up )

The next FoodCamp programmed to continue some of the never-ended discussions, is in September, Riva del Garda, during the BlogFest

A thank you from the heart goes to, Franceso Travaglini and the municipality of San Martino in Pensilis with particular attention to Costantino for his hospitality and perfect organisation.