Il vino e la “Fermentazione Naturale”. Incontro con i produttori e dilemmi esistenziali

Scritto 9 anni fa


Sabato scorso sono stato nella prima collina parmense, località Ariola per l’esattezza, ad assistere all’intervista (una sorta di continuum rispetto alla sera prima) di Sandro Sangiorgi a tre produttori di riferimento del mondo della “fermentazione naturale”.
Argomento che sarà trattato nel prossimo Porthos, il numero 32 (direi).

Parliamo di
– Loris Foradori: Prosecco.
Vittorio Graziano: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro
Camillo Donati (padrone di casa assieme a Francesca, cuoca splendida): Lambrusco, Malvasia, Barbera.
– (produttore-bonus) …. non ricordo il nome mannaggia, comunque giovanissimo produttore dal Piacentino (Ortugo e Bonarda).

Presenti anche Damiano Raschellà e moglie (idem, zero nome scusate) e Tiziana Gallo.

Sono state tante le cose trattate, in quella che più che un’intervista e’ stata una chiaccherata tra amici, e degne di essere riportate; anche se lungi da me la volontà di rovinare la sorpresa dell’articolo che ne uscirà e che consiglio a tutti di leggersi.

Si è parlato, come se ce ne fosse bisogno, di come la DOC non tuteli, (anzi!) questi produttori che per uno strano meccanismo sono considerati l’ “eccezione”, l’ “avanguardia”, quelli “strani” rispetto ad una media che ha fatto del “vino-fatto-in-cantina” l’unica espressione normale di un territorio.

Incontrando persone come queste, ci si rende conto di come quello che e’ considerato “diverso” , dovrebbe essere la normalità, anche semplicemente come frutto di decisioni di buon-senso.

Per me, che faccio parte della categoria di quelli che si sono accorti del “privilegio” di poter accedere ad un lavoro di trasformazione di prodotti della natura (essere “produttori” insomma), e’ stata un’opportunita’ per conoscere le persone che, questo privilegio, lo vivono, spontaneamente, senza passare da quell’ingombrante fase razionale che contraddistingue la mia generazione, per la quale i libri dovevano costituire il punto più alto e che invece mi rendo conto che, sempre di più, impediscono un sano approccio alla natura, al lavoro materiale e all’umilità.

E anche il blog, e tutto quello che ci ruota attorno, non e’ che aiuti tanto in tal senso 🙂

Parlo per me? Certo! don’t worry.

Grazie a:
– Sandro per l’invito
– Gli intervenuti per quanto hanno “messo sul tavolo”
– Francesca per la “torta fritta” che si, vabbe’, dato che sono umano, era buona quasi come il nostro Gnocco fritto Reggiano 🙂