Fienile in Fermento

twitter.com/andreabez

"These crazy Italians were deliberately miscolouring various familiar foods in order to discombobulate their dinn... amzn.eu/beYlCun

Circa 2 mesi fa

2008

Per la prima volta on-line, il film sul Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia – I puntata

Scritto 10 anni fa

Era da mesi-anni-eoni che desideravo postare su YouTube il filmato “ufficiale” del Consorzio.
Grazie al (solito) Claudio, siamo riusciti a comprimerlo un po’ per poi spezzettarlo in tanti episodi stile Beautiful.
Il filmato e’ fatto bene e ha una voce narrante stile Quark*

Questa I parte parla del territorio e della storia.

Vi chiedo gentilmente di condividere questa risorsa, che parla del Vero Balsamico della Tradizione Millenaria. Grazie!

– La seconda puntata, è qui!
– La terza qui
– La quarta qui
– La quinta qui

*Mi hanno sugerito che lo speaker si chiamava Claudio Capone, che è purtroppo mancato il 24 giugno scorso 🙁

My opinion about “The rapportone” (post lungo)

Scritto 10 anni fa

Per chi non si vuole leggere tutte le 154 pagine del rapportone finale di Buonitalia & Co., qui di seguito le mie personalissime impressioni.

Personalmente penso che il documento abbia spunti interessanti e da tenere in considerazione per chi, come noi, è particolarmente interessanto al mercato Statunitense. Non dimentichiamo che per quanto ci riguarda si aggira attualmente attorno al 35% del nostro micro-fatturato e, piu’ in generale secondo questa ricerca, quella Italiana è il secondo tipo di cucina preferito quotidianamente sulle tavole americane, dopo quella americana (v. anche pag. 34). Quindi, antenne sempre dritte in tal senso…
Subito però un’osservazione: e Internet dov’è?
Innazitutto perchè ad oggi, lunedì 18 agosto ore 19.09 all’indirizzo www.buonitaliaspa.it, risponde Tiscali poi comunque, dal rapportone salta fuori che Internet è interessante sì, ma solo come fonte di reperimento ricette e poco altro. Se uno dovesse stare quindi a tale rilevazione, dovrebbe intedere la Rete come poco “redditizia” in termini di business ecc… ebbene non sono d’accordo
Cioè, se l’obiettivo dell’indagine è il singolo privato che vuole conoscere e/o deve andare a comprare vicino a sé, IL prodotto di qualità e non ingannevole, allora si. Probabilmente sono ancora altre (non per molto) le fonti di reperimento di informazioni (food channel, riviste ad es.) ma se considero che per noi il 99% dei contatti d’oltreoceano sono stati generati+amministrati on line, allora penso che il fenomeno Internet sia da analizzare sotto un altro punto di vista. Magari considerandolo oggetto di una trattazione separata. Che sarebbe utile soprattutto per aziendine come la nostra, artigianal-famigliari, dove il “passaparola” generato-agevolato dalla rete è a dir poco salvifico 🙂

Allora, andiamo per gradi. 3 sono le cose che ritengo doverose d’osservazione (mi scuso fin d’ora per l’abuso delle parentesi):

1– definizione generica della persona-cliente che potrebbe essere interessata ai nostri prodotti.
2– piccola analisi della situazione dell’OFFERTA ovvero: dove trovo i prodotti, dov’è la migliore “esperienza d’acquisto” e che tipo di offerta ingannevole c’e’ in giro?
3– focus sugli olii ed aceti in generale

1 – I Foodies

Così sono definiti i nostri potenziali clienti (identificati secondo la metodologia dei “Focus Group” di cui si veda a pag. 25).
Schematicamente, di seguito, le caratteristiche peculiari di questa nuova specie animale 🙂

che è

femmina, dai 18 ai 34 anni, risiede in città; ha un reddito superiore a 75mila Dollari/anno; due caratteristiche comuni: capacità di riconoscere i cibi di qualità + “curiosità in cucina”.

Quanti sono?

30 milioni secondo un calcolo tra l’audience dei Food Channel, viaggiatori in Italia e chi ha parenti italiani (v. pag, 31)

1- Acquista cibo per sé stesso;la finalità del “regalo” è all’ultimo posto (v. pag. 28): il che è particolarmente soroprendente per noi che avevamo sempre creduto che il nostro prodotto venisse soprattutto regalato!!
Relativamente a tale feature, riporto questo passaggio che e’ interessantissimo e anche un po’ inquietante “Il Foodie tende a far consumare prodotti ingannevoli, in famiglia, ai bambini 😮 mentre riserva per sé e per il/la consorte prodotti di sapore più sofisticato come quelli italiani” (poveri figli!)
2- Non ama l’acquisto compulsivo (va in negozio con le idee già chiare)
3- Fidelizzazione rispetto al punto vendita, quindi “si fida a priori”.
4- Ha poco tempo, non si sofferma sull’etichetta e quindi si affida a “simboli” (bandiere, segni, parole ecc….)
5- In generale è più interessato alla parola “all natural” che “autentico” (passaggio che ritengo molto interessante, considerando che tutta la politica delle Dop e delle Igp, ad esempio, è basata sul fattore “originalità” – con i problemi che tra l’altro queste stesse denominazioni hanno – )
6- ritengono importanti le promozioni nei punti vendita e ritengono il ristorante come luogo prediletto dove provare/conoscere (“Restaurant is a theatre”)
7- “Italian is what has an Italian name” (non male questo a proposito di prodotti ingannevoli)
8- Il differenziale di prezzo tra NON ingannevoli e ingannevoli NON constituisce un problema
9- Non c’è dimestichezza con i concetti di Dop e Igp (andòm bèin!). Dop è considerato: “Date Of Purchase” (LOL!)

2- L’OFFERTA

Premessa: la ricerca ha preso in considerazione oltre alla “rete distributiva” (in senso amplissimo poiché troviamo anche Wal Mart) anche la situazione prodotti ingannevoli o meno; come? Verificando i “Facings” cioè i prodotti visibili a scaffale, identificando tra questi, i prodotti “Italian sounding” (secondo i criteri di pag. 70 e nelle città riportate a pag. 72) e dividendoli in “INGANNEVOLI” e “NON INGANNEVOLI” (complimenti per il lavoraccio!)

Questa seconda sezione è molto articolata e probabilmente dà un’idea di massima della situazione americana. I punti che mi interessano di più sono:

1- la situazione dei prodotti ingannevoli: Whole Foods ha la percentuale più alta, tra i prodotti “Italian Sounding” di prodotti NON ingannevoli. Seguono Trader Joe’s e Wild Oats. E qui è interessante verificare le varie percentuali sul “Facings totale” ecc…


2- dov’è la migliore esperienza d’acquisto (intesa anche come quell’insieme di caratteristiche che giustificano una visita al punto vendita a prescindere dalla necessità d’acquisto): al top abbiamo Central Market, Wegmans, Whole Foods/Wild Oats ecc…

E devo dire che queste due osservazioni, e i relativi risultati, confermano “oggettivamente” ciò che per me era solo una semplice sensazione. Quella, ad esempio, di considerare “a pelle”, Whole Foods come la catena (NON, quindi, il negozio o micro-catene locali che meritano un discorso a parte in quanto, in certi casi, i valori sono di eccellenza) più adatta a prodotti come il nostro. Troppo facile direbbe qualcuno … basta entrare e vedere che hanno una marcia in più. Beh effettivamente la selezione mi sembra ottima per i numeri che possono fare. Spero che nel mio prossimo giro di fine settembre ci sia la possibilità di visitare anche qualche punto vendita di Trader Joe’s e Wegmans.

3- situazione prezzi: cioè il differenziale tra NON ingannevoli e Ingannevoli. Ovviamente più è alto a favore dei NON Ingannevoli, meglio è. Ebbene, i prodotti che l’hanno più elevato sono gli affettati-prosciutti-salumeria in generale. Segue il Parmigiano Reggiano forme e poi gratugiato. Occhio perchè subito dopo abbiamo gli “Aceti Balsamici” e il Gorgonzola in forme. Ancora occhio perchè invece si rileva un segno meno per i biscotti (con tristezza per l’amico Michele) dove addirittura gli Ingannevoli costano di più dei NON Ingannevoli!!

3- LA CATEGORIA “OLII, ACETI, CONSERVE SOTT’OLIO E SOTT’ACETO”

Categoria troppo ampia per i nostri interessi così super-selettivi, si rileva solo che “Il consumo di aceti, e in particolare dell’Aceto Balsamico, è invece ancora estremamente limitato e le potenzialità di molteplici usi (non solo per condire l’insalata) di questo prodotto non appaiono ancora ben chiare all’occhio del consumatore americano”.

Qua e là sparse per il “Rapportone”, alcune chicche (negative) relative a punti vendita che hanno Aceti (Balsamici e non – quindi da prendere con le molle nel nostro caso) numeri bassissimi di NON Ingannevoli sul totale degli Italian Soundings: tipo Ralph’s di Los Angeles (con 42,5%) ad esempio oppure numeri bassissimi di Italian Soundings sui facings in generale: sempre a Los Angeles, Pavillon by Safeway ad esempio (il 18,3%).

Da pag. 148 infine, tutte le conclusioni del rapportone che, per chi fosse interessato, può richiedermelo poiché non mi sembra disponibile on-line.

Complimenti per essere arrivati fino a qui 🙂

Oggi in acetaia

Scritto 10 anni fa

Amedeo oggi ha provato l’acidità del nostro “Aceto di Lambrusco” che stiamo facendo in queste grandi (350 lt) botti qua:


fortunatamente l’acidità sta salendo clamorosamente anche se la produzione avviene in modo super-tradizionale cioe’ buttandoci dentro del vino e aspettando che l’ampia superficie a contatto con l’aria, agevolata dall’apertura che abbiamo … ehm, come dire, “ampliato”,

ossidi ed acetifichi lentamente mantenendo i profumi giusti.
Cosa ben diversa, manco a dirlo, dalle acetificazioni fatte in 24-48 ore.

Questo qua sotto, che sembra la costellazione di Orione di notte, in realtà e’ un “velo” di acetobatteri, quei simpatici animaletti che trasformano l’alcol etilico in acido acetico …


Inoltre sempre Amedeo mi ha portato un bicchiere di “Aceto di Mosto all’arancia” (scatta anche qui il toto nome?)… che innanzitutto riporta un bell’aumento di acidità anch’ello, e poi sta mantenendo un bel profumo all’arancia che vedrei proprio bene su un’insalatina con gamberi e qualcos’altro

Due parole veloci su come abbiamo (provato) a farlo: 10 litri di mosto d’uva cotto poco, massimo 30 brix e, durante la fermentazione, abbiamo aggiunto 300 g circa di buccia d’arancia BIO della sicilia acquistata grazie al gruppo di acquisto dell’Albero Sacro. E ora lo mettiamo in botte, perche’ finora e’ stato in damigiana.
Update: messo in damigiana da 8 litri. Quindi in 6 mesi e’ calato del 20% !
Beh, mi sa che quest’inverno ne mettiamo su un po’ di piu’ e ci proviamo pure con i limoni 🙂

Per essere completi, dovremmo dire cosa fanno i nostri gatti-guardiani-anti-topo in una giornata qualsiasi d’agosto …
beh … riposano

———- English version

Today in the Acetaia

Today Amedeo tried out the acidity in our “Lambrusco Vinegar” we are making it in these big (350lt) barrels here:

fortunately the acidity is increasing even though this vinegar is produced in a completely traditional manner, which means it’s made by pouring wine inside the barrel and waiting for it to get in touch with the air that comes in from the opening……that we somehow widened…..

in order to oxidize and acetify slowly, and maintain the correct aromas. We don’t even need to say that this process is very different from the acetifications done in 24-48 hours.

What we see beneath which looks like a constellation in the sky, is actually a “veil” of vinegar bacteria, those sweet little things that transform ethylic alcohol into acetic acid…..

Amedeo also brought me a glass of “Orange Vinegar Must” …that has also augmented its acidity and is keeping a pleasant orangy smell, I can already imagine it on a salad with shrimps and something else …

Just a few words on how we made it (or tried to make it): 10 lt of little cooked must (unfermented grape juice) at 30 on the brix scale the most, during fermentation we added 300g of organic sicilian orange skins which we bought through the Albero Sacro Purchasing Group. And now we are putting it in a barrel, since until now it’s actually been in a demijohn.
Now we’ve 8 litres (instead of 10) so we lost 20% (!!)
Well, I guess this winter we’ll put some more in and also try it out with lemons..

In order to have said everything we should say what our cats-guards-mice killers are up to on this august day….. well they’re resting

Resoconto del Galà del Gusto

Scritto 10 anni fa

Lunedì e Martedì scorso (28 e 29 luglio) sono stato a Cannobio, sul Lago Maggiore, per il Galà del Gusto, organizzato dalla bellissima enoteca “Casa Bava” e “La Casera” (formaggi buoni!) di Eros.

L’organizzazione e il posto sono stati a dir poco perfetti.
L’ingresso era attorno i 25 euro, ad ognuno veniva dato il calice e si poteva così girare per le postazioni assaggiando a ruota libera.
La clientela era mista svizzer-tedesc-italiana. Abbondante e direi “ben propensa all’acquisto”, il chè ha favorito un abbondante -e sempre gradito- rientro nelle spese e qualche contatto in zona che spero di far fruttare.

Una visione dall’interno ad inizio serata.

Eccolo qui il mio “80 cm 80” di tavolo con esposto tutto l’esposibile; ho tra l’altro adottato con successo il metodo “prezzi con suggerimento”, cioe’ ogni cartellino recava un veloce suggerimento per l’utilizzo del prodotto in questione. Sembra, ma aiuta! 🙂

Di fianco a me due produttori che vorrei segnalare:

1- Azienda agricola ed agrituristica L’uga Murella, zona Imperia quindi: Olio Extra vergine buono monocultivar taggiasca (e non solo mono-) e aglio di vessalico. Io, mai sentito! cosi’ ne ho portato a casa un paio di trecce.

2 -Azienda vitivinicola Ettore e Livia Fontana di cui mi e’ rimasto impresso (e anche quello e’ venuto a casa con me) un Barolo vecchio stile (assaggiato il 2004) veramente interessante (come dice sempre Paolini)

Ho infine conosciuto i proprietari dell’Az. Agr. G.D. Vajra. Utilizzavo il loro vino quando ero ai lavori stagionali al Bar Roma. Persone gradevolissime con le quali ho fatto una delle mie solite figure da bifolco: mi avevano chiesto una bottiglia di condimento per il loro figlio che ne va matto e alla fine avevo venduto tutto senza tenergliela … complimenti! Scuse pubbliche con promessa di rimedio …

—————— English version

Summary of the Gala of taste

Last Monday and Tuesday (July 28th and 29th) I was in Cannobio, on the Maggiore Lake for the Gala of Taste, organised by the wonderful “Casa Bava” wine shop and “La Casera” (great cheese) of Eros..

Organisation and venue were absolutely perfect.
Entrance was around 25 euro and each visitor was given a high stemmed glass and you could actually walk around and taste as much as you liked. There were many people, Swiss, German and Italian and thanks to this I was able to make some new contacts in this area which I hope will give a return.



Inside view at the beginning of the evening.


Here’s my “80 by 80 cm” table with everything I could possibly fit onto it, I also used a new “price with suggestion” tag, a quick explanation on how to use each product written on it. It actually helps!

Next to me are two producers I would like to write about and suggest :
1.- 1-L’uga Murella Agritouristic and Agricultural Buisness in Imperia, thus: Extra Virgin Olive Oil, monocultivar Taggiasca and Garlic from Vessalico. I’d never heard of it, so I brought some home.

2 –The wine producing business Ettore e Livia Fontana that impressed me with an old Barolo (tasted it in 2004) and that was very interesting…so it came home with me!

I also met the owners of the G.D.Vajra Agricultural Business. I already knew their wine from back when I used to work at the Bar Roma. Very nice people that I made a fool out of myself with since they had asked me for a bottle of Condimento for their son that loves it and I sold everything without putting one aside…..

I’m publicly saying I’m sorry and promise to make it up to them…..

Ego-segnalazioni estive

Scritto 10 anni fa

La Zagat, la famosa guida ecc…. e’ anche on-line.
Tra i locali segnalati, a Chicago ad esempio, c’e’ “Piccolo Sogno” che ci pregiamo-onoriamo di servire.
E cosa ti salta fuori nella sesta foto della gallery?

Zagat, the famous restaurant and hot spot guide….is also on-line.
Among the restaurants suggested is also the “Piccolo Sogno” in Chicago which we are honoured to serve.
And what do we see in their picture gallery?

Un’ampollozza di Condimento San Giacomo che, con grande coraggio, i proprietari lasciano sul tavolo.
Tra l’altro ci hanno già comunicato che tutti i tappi sono rotti, forse per la troppa foga nell’aprirlo??

A small bottle of Condimento San Giacomo, that the owners boldly leave on the table.
They also told us all the caps are broken….maybe the rush to open them??

Le cose da sapere sul Balsamico Tradizionale di R.E. (1): il prelievo del campione.

Scritto 10 anni fa

Dopo tanto cazzeggiare torno finalmente a parlare, in modo un po’ piu’ approfondito

Allora, una cosa che probabilmente non si sa, ma che costituisce IL vero punto di svolta rispetto OGNI ALTRO tipo di prodotto food or wine, è che:

1- c’e’ l’esame organolettico di OGNI lotto che deve essere imbottigliato

2- l’imbottigliamento non lo facciamo noi produttori (brutti e cattivi) MA l’Ente Certificatore con le sue manine e dopo ci da’ le bottiglie belle che chiuse e col piffero che possiamo metterci dentro dell’altro. Ogni riferimento ad altri prodotti, chenneso’, tipo Olio E.V., penso sia inutile …

Allora come funziona? Funziona che due volte al mese, il 1° e il 15 (basta che non sia sabato o domenica ovviamente) ci si reca alla sede del Consorzio tra produttori di Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, esattamente qui, possibilmente presto, verso le 8.00 altrimenti poi si fa tardi.

Si ci porta dietro la propria tanichetta di prodotto spillato per bene dalla botticella e il timbro dell’azienda (consigliato).

Una volta là, il prode incaricato del Consorzio, sotto la rigida osservanza dell’ispettore mandato dall’Ente di Certificazione, PRELEVA 4 BOTTIGLIETTE DA 100 ml (come questa qui sotto) dalla tanica.

E dove mi vanno queste 4 (q-u-a-t-t-r-o) ampolline (chiuse con ceralacca)??
1 a me (per eventuali contestazioni)
1 al Consorzio (idem)
1 all’Unione Italiana Vini (per l’analisi chimica)
1 reso anonimo e passato ai 5 assaggiatori

Ora, penso che sia facile intuire che 400 ml di un prodotto cosi’ hanno, da soli, gia’ un certo valore … comunque, dopo tale operazione, che e’ chiamata

PRELIEVO DEL CAMPIONE

si procede con la chiusura con apposito sigillo in piombo della tanichetta che diventa di coseguenza il lotto di produzione.
A parte che la questione “dimensioni del lotto” costituiscono un argomento che richiederebbe un’apposita trattazione perche’, da questo, ne discende A MIO PARERE un importante indice di qualità per il produttore, questo e’ il risultato finale:


tanichetta chiusa e legata con piombino anti-taccheggio


Vedete che alla tanichetta e ai 4 campioni viene applicato un tagliando con un numero di campione, nel nostro caso 108 (e 109 perche’ i campioni presentati erano 2). In modo da non sbagliarsi.

Bene, stamattina ho portato due tanichette di prodotto, 10 litri cadauna, sperando che da una di queste ci salti fuori un bell’ORO, dato che l’abbiamo finito tutto: quindi? Pregate con noi 😀

In questa occasione ci viene rilasciato un verbale in cui viene riportato DA QUALI BOTTI (fuori il numero esatto please) E’ STATO PRELEVATO IL CAMPIONE.


Bene, per questo argomento e’ tutto.

Il prossimo sara’, l’imbottigliamento.

Argomenti correlati a questo che potrebbero far scaturire domande:
1- perche’ plastica? vetro no?
2- il prelievo? E direttamente in acetaia no?
3- quanto costa tutto ‘sto ambaradam?
4- dove sta il trucco? 🙂
5- varie ed eventuali (grandezza dei lotti, ecc..)

Ringrazio Mina per avermi fatto compagnia durante la redazione del post
via FoxyTunes

————– English version

Things you should know about the Traditional Balsamic Vinegar of Reggio Emilia (1) Withdrawing a sample

Of REAL Traditional Balsamic

Well, something you probably don’t know but that is the real turning key point of this balsamic vinegar compared to any other kind of food or wine is that:

1. the organic examination of every single lot before it gets bottled

2. we (producers) do not bottle our product but the Certifying Corporation and then gives us the sealed bottles so we obviously can’t add anything.

How does it work then? Twice a month on the 1st and 15th we go to the Producers of Traditional Balsamic Vinegar in Reggio Emilia main office, right here at around 8:00 .
We bring a small tank of produce along it has to be well sealed and labeled.

Once we’re there, somebody put in charge from the Consortium and strictly looked upon by an inspector of the Certifying Corporation takes 4 100 ml bottles (as seen below) out of the small tank.

And where do these 4 (f-o-u-r) bottles (wax sealed) go?
1 to me (in case there be disputes)
1 to the Consortium (in case there be disputes)
1 to the Italian Wine Union (for the chemical analysis)
1 which must remain anonymous will be given to the five tasters

Now, I think it’s easy intuition, 400 ml of this kind of product, alone, have a certain value……..anyhow, after this procedure called

WITHDRAWAL OF SAMPLE

next we proceed by closing the small tank with a metal seal which at this point becomes our productive lot.
We should also take some time to discuss what in my opinion is an important quality rating sign for the producer and this is the “size of the lot”.

Here is the final result:
pic2

closed small tank, tied with metal seal against any possible “intrusion”
pic 3

See the small tank and the 4 samples have a tag with a number attached, in our case 108 (and 109 since we only handed two samples over).

Well, this morning I brought two small tanks over, 10 lt each, hoping that one of these is a GOLD, since we finished everything, so? Pray with us!

At this stage we get a certificate saying out OF WHICH BARRELS THE SAMPLE HAS BEEN WITHDRAWED
pic4

Good, enough with this argument.
Next we’ll talk about BOTTLING.

Linked arguments that could bring some questions up:
1- why plastic? Why not glass?
2- withdrawal? Inside the acetaia?
3- How much does all this cost us?
4- where’s the trick?
5- anything else (how big lots are, etc..)


La prima perla del raduno dei Sovversivi del gusto

Scritto 10 anni fa
“Rebels of Taste”, our first meeting!

Come si fa a non amare uno che si fa una collana di perle e tartufi (veri)? 😀
Lui e’ questo qui e mi ha dato un’idea per il mio prossimo portachiavi …

How can you not love someone that makes himself a necklace out of pearls and truffles (real)?
This is him and he gave me an idea for my next key chain…..

Una vacanzina (ma sempre sul pezzo)

Scritto 10 anni fa
A brief vacation (but I’m always working)

La settimana scorsa ero qui
This is where I was last week

And more pics on Flickr

Ma nonostante questo ero sempre sul pezzo e guarda un po’ cosa ti salta fuori nella botteguccia di prodotti tipici …
Being that I’m always careful, look at what I found in a small typical shop…..

Ora, a parte il coacervo di numeri impressi sulle etichette, che sono sempre un gran bel vedere 🙁 abbiamo anche un bel “Balsamico di Cannonau” (fatto pero’ da un produttore di Modena che devo identificare tramite il numero API).
Now, besides the mess of numbers on the tags, which are always a pleasant sight….not….we also have a Balsamic of Cannonau (made by a modenese producer that I have to identify through the API number).

Vabbe’, meglio rinfrancarsi con altre visioni …
Ok, it’s better to freshen up with other images…..

And the winner is …

Scritto 10 anni fa

Acetaia San Giacomo! 😮

Ebbene si, ho messo subito in pratica quello che ho imparato in questo corso surreale a Vignola e, grazie alla solita fortuna dei principianti, ci e’ scappata subito una statuetta d’argento per un secondo posto tra i condimenti, al Fancy Food Show di New York (urka!).

Yes I did, after that surreal course I took in Vignola, I put all that knowledge into practice and thanks to beginner’s luck we got a great second place in the condiment section at the Fancy Food Show di New York

Ma di cosa stiamo parlando? Del “BalsaMela”!
(Eeeh? ma cos’e’ ‘sta roba? Si calma, e’ una cosa che si faceva gia’ un tempo, in fin dei conti avere uva a disposizione era una cosa da ricchi e gli aceti, anche Balsamici, si facevano anche con altri tipi di frutta…)

What exactly is it we’re talking about? Of “BalsaMela”!
(It’s something that used to be done a long time ago, having grapes at their disposal the rich had and vinegars even balsamic, used to b made with other types of fruit……)

Qui sotto, uno dei miei soliti schemi per spiegare com’e’ fatto 🙂
Below, one of my usual diagrams to explain how it’s made


Ci scommettiamo che tra un po’ salta fuori qualche altro acetaio che mi fa il Balsamico di Mele?

Un po’ come per “Adotta Una Batteria!” che sembra che a qualcuno sia piaciuta particolarmente … (vedremo)

You wanna bet that sooner or later another producer will come up with balsamic vinegar made out of apples?

A little like “Adopt a Batteria!” that somebody seems to have liked…….(we’ll see)

Il rapportone finale

Scritto 10 anni fa


Buonitalia che, salvo e sempre ben accette prove contrarie, ho come l’impressione che mi rappresenti uno di quei (o queGLI?) “scatoloni all’Italiana”, ha pubblicato di concerto con l’ICE (andòm bèin!), un mega-rapporto (154 pagine!) finale su “La domanda e l’offerta di prodotti alimentari italiani negli Stati Uniti“.

Ad una prima occhiata sembra dare spunti interessanti, ovviamente chi ne volesse una copia in pdf, mi faccia un fischio.

Provo a leggermelo tutto e ne postero’ alcune impressioni prossimamente.

Nel frattempo, una segnalazione doverosa dopo l’esperienza di ieri:

RISTORANTE DA MARIETTA
Loc. Gravagna San Rocco
Pontremoli (MS)
Tel. 0187-436069

ovvero: le costolette d’agnello fritte piu’ buone del mondoooo!!

————- English version

The Final Report

Buonitalia, that I have the impression is like one of those “Italian Containers”, published a huge report together with the ICE (154pages) on “italian food products sold in the U.S.”

At a first glance it seems to be giving some interesting insight, naturally if anyone wants a copy just ask me and I’ll send the pdf.

I’ll try reading it all and then post my impressions.

In the meantime, after last night’s experience, I feel it’s duty to report this restaurant:

RISTORANTE DA MARIETTA
Loc. Gravagna San Rocco
Pontremoli (MS)
Tel. 0187-436069

or better: the best fried lamb chops in the world!!!

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