Fienile in Fermento

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"it turns out that tomato juice makes up 27% of the drinks ordered in the sky." amzn.eu/8W6Bc4z

Circa un giorno fa

2009

Trussardi cafè, serata di degustazione con Carol Bouquet e me!

Scritto 9 anni fa

Che tipo di reazione avresti di fronte all’invito rivolto a te, piccolo produttore della campagna emiliana, da parte del direttore del Trussardi Cafè di Milano, per fare una presentazione dei tuoi prodotti nell’ambito di una serata dove è ci sarà pure una guest star per presentare, a sua volta, un suo prodotto?

Devo dire che non è stato facile metabolizzare la richiesta e dire di si.

La guest star in questione era Carole Bouquet quella che, per farmela visualizzare mi hanno suggerito che “interpretava il ruolo di ricercatrice nel cult movie Bingo Bongo”. Me la sono ricordata subito, era semplicemente spettacolare.
Madame Carole Bouquet è produttrice, a Pantelleria, del passito “Sangue d’oro” che è distribuito in Italia da Meregalli.

Ed ecco i pregiudizi, quelli che ti portano a pensare che un vino prodotto da un vip, innanzitutto non sia veramente da lui prodotto, ed ancora, che il vino in questione trovi facilmente distribuzione (e Meregalli, è un ottimo distributore a mio avviso!) perché forse i rappresentanti, e a cascata i rivenditori, possano utilizzare come argomento di vendita il fatto che un’attrice francese si sia messa a fare vino a Pantelleria etc.. etc… sorvolando quindi sulla bontà o meno del prodotto. E come sappiamo, di questi tempi, di “argomenti” ce n’è veramente bisogno.
Insomma, direi che sono approdato in piazza della Scala molto prevenuto, era poco.

La serata, che si è svolta il 2 luglio, è stata innanzitutto la prima di una serie di altri appuntamenti che si faranno, più o meno con la stessa dinamica, nei prossimi mesi.
Ideato dal bravo Giovanni Fiorin direttore del Cafè, il “format” è quello di una mini-cena solo su invito, massimo 15/20 persone tutte sedute attorno ad un unico tavolo nella veggy-veranda estiva dove si possa incontrare un produttore di vino, affiancato da un altro produttore, magari di food. Buon motivo per invitare opinion-leader del settore, ottimi clienti e giornalisti.

La serata è iniziata in perfetto orario, a mia sorpresa nella veranda estiva continuava l’andirivieni della clientela, gettando le basi per un ambiente non facile da gestire in termini di attenzione e rumore di fondo.
Nonostante io ami smodatamente il mio prodotto, sono perfettamente consapevole che sfracellare i testicoli sul perché e percome del Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, non costituisca un’attività molto ludica per chi sta ad ascoltare e per questo la situazione mi sembrava difficile.

Infatti, resasi conto del fatto che era impossibile parlare e farsi sentire da tutti, M.me Bouquet si è alzata in piedi di spinta ed ha incominciato a spiegare, in ottimo italiano, la sua creatura.
E’ stato come vedere l’arcangelo Gabriele, non solo per il fascino della signora in un elegante abito bianco, ma anche e soprattutto per il piglio appassionato col quale ha introdotto il suo amore per l’isola e per il suo vino. Tutti si sono ripresi da un apparente torpore e disattenzione e hanno incominciato a seguire il racconto.

Le belle foto di VG (grazie mille per il bel reportage!) rendono l’idea della partecipazione che Carole Bouquet ha messo nella sua presentazione, ricca di tali dettagli da far impallidire il migliore degli enologi.
Ha inoltre chiarito che si, non è lei fisicamente a potare, pigiare l’uva, fare i travasi, imbottigliare etc… facendo comprendere quanto il ruolo di produttore non sia solo quello legato alle operazioni materiali, ma includa anche altri livelli di partecipazione, la scelta della persone giuste, decidere maturazioni, assaggiare prove, utilizzare certi materiali di affinamento o meno … insomma, molto ma molto di più di quello che mi sarei aspettato da un’attrice impegnata nel wine-business, facendo così cadere buona parte dei miei pregiudizi.

E il vino? Innanzittutto azzardata quanto riuscita l’idea di servire il passito a tutto pasto.
A mio parere, stante l’impossibilità di una perfetta gestione della temperatura del vino per la situazione che si era creata (si poteva girovagare dal 2005 al 2006 a piacimento, facendosi riempire il bicchiere ad libitum), appena si scaldava un po’ troppo, diventava difficile approfittarne; nonostante questo i piatti creati dallo Chef Andrea Berton erano una scusa golosa per la degustazione.
Onestamente non ricordo quale dei due mi sia piaciuto di più, ero un po’ teso per via della presentazione che avrei dovuto fare per stare al livello della situazione che si era creata. Ho scomodato addirittura Virgilio in latino per raggiungere l’obiettivo e in più, non poteva mancare il mio insinuarsi come un’anguilla tra gli invitati, offrendo alcune gocce di Balsamico Tradizionale sui loro piatti.

Ho comunque avuto la riprova che sì, può essere che la firma dell’attrice posta sull’etichetta costituisca uno degli argomenti di vendita ma contemporaneamente, quando si assaggia il vino, si comprende che non avrebbe mai messo quella firma su un vino che non l’avesse quantomeno eguagliata dal punto di vista della personalità e della riconoscibilità.

Personalità che ha toccato il massimo quando alla mia richiesta “vuole due gocce di Balsamico Tradizionale bollino Oro Extra-vecchio sul dolce?” (cannolo siciliano), lei ha risposto: “no, sul dolce no grazie”.
CHI può rifiutare 2 gocce di Oro su di un dolce? Solo l’arcangelo Gabriele, e Carole Bouquet ☺

Scorticata 2009 – La collina dei piaceri

Scritto 9 anni fa


Partecipai alle prime edizioni e il luogo, unito alle tante persone che giungevano da ogni dove, resero fin da subito quest’evento “magico”
.
Ci ritorno con grande piacere, e solo leggere l’elenco dei produttori, la via delle osterie e immaginare come possano essere le colline romagnole con ‘sto caldo, dovrebbe suggerire a tutti di venirci alla grande.

Dove: Torriana, sulle fresche colline di Rimini qui

Quando: da mercoledì 29 a venerdì 31 – dalle ore 20 a notte fonda

Perchè: perchè se ami le cose buone nei posti giusti, non puoi mancare

Vi aspetto!

Il Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia … a Modena!! :-O

Scritto 9 anni fa


Ebbene sì, come anticipato sull‘ultima newsletter dell’Acetaia (a propò, qui per iscriversi), martedì ci sarà uno di quegli eventi che rientreranno nella storia del Balsamico Tradizionale.

Infatti, grazie all’organizzazione scrupolosa di Alessandro & Nicola, alias La Grande Abbuffata, martedì 21 si terrà nel cuore di Modena, al ristorante neo-stellato L’Erba del Re, una serata dedicata all’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia (dell’Acetaia San Giacomo).

Avete capito bene, Modena apre le porte al Balsamico dei cugini testequadre.

Dopo questo, tutto è possibile.

Ci sono ancora un paio di posti disponibili, fatevi avanti per l’evento del secolo! 🙂

Suoni Di-Vini in acetaia stasera

Scritto 9 anni fa

Stasera, in Acetaia, una serata di musica classica per la serie “Suoni Di-Vini” (IV edizione).
L’organizzatore è Paolo Testi, famoso da questi parti per essere stato l’inventore dei “Concerti della Via Lattea” (nei caseifici del Parmigiano Reggiano praticamente). Paolo frequentava come me l’istituto tecnico commerciale L. Einaudi di Correggio (RE). Ragioneria …. e guarda qui cosa ci salta fuori, un musicista “di un certo livello” e un acetaio 🙂

Inizio musica ore 21,00.

Durata concerto circa 1 ora (o perlomeno finche’ tiene il palco fatto da me con 8 pallet usati)

Rinfresco finale offerto (e chi a si comporta male mangiando troppo o rubando cose, gli taglio le mani!)

Vi aspettiamo!

L’Aceto Balsamico di Modena è IGP. Dobbiamo esserne felici?

Scritto 9 anni fa
La risposta di petto e’ … bah! :-/

Se bisogna essere contenti che un prodotto che può essere
– fatto con (8) vitigni coltivati in tutto il mondo
– affinato (anche solo per un giorno) a Reggio Emilia o a Modena
– imbottigliato ovunque
e si possa chiamare
“Aceto Balsamico di Modena”
allora qualcosa non mi quadra.

Sto lavorando al post per i feticisti dei dettagli (a parte me, il mio psicanalista)
a presto aggiornamenti.

Porthos in Acetaia: “Lo Champagne, al naturale. La magia del metodo e la forza del terroir”

Scritto 9 anni fa

Giovedì 28 maggio si è tentua in Acetaia (nella sua stalla per l’esattezza) l’attesa serata sullo Champagne. Vino-mito che, come ho ricordato in apertura di serata, è secondo solo al lambrusco 🙂

Mattatore della serata è stato Sandro Sangiorgi.
Peccato aver avuto i soliti problemi di connessione altrimenti avrei fatto uno streaming in diretta.

Premio speciale della giuria a tutti quelli venuti da lontano. Pensare che c’era una coppia di signori da Colico … presente dov’è e quanto dista da noi??!?!? E’ proprio vero che per farle le cose, bisogna volerle!

Qui Sandro serve con un bel sorriso, uno dei vini resi anonimi per evitare condizionamenti.


I partecipanti alla serata, come al solito da applaudire perchè si sanno adattare al meglio ad una stanza che dell’aula didattica ha poco a che vedere.



Lui è un vero comunicatore, sapevatelo!



Qui il servizio della “trasversale” di Parmigiano Reggiano da abbinare agli Champagne.
In serie: 15 mesi e 24 mesi da Vacca Rossa del relativo Consorzio, 30 mesi del Caseificio Biopiù di Pegognaga (Mn), 60 mesi della latteria Montagnana Bio delle montagne di Parma.


Ed infine, come regalo per tutti quelli che hanno partecipato, due gocce sulla mano di Balsamico Extra-vecchio bollino Oro da 314 punti … una roba da strabuzzare le papille e da cresta di dinosauro sulla schiena 🙂


Che poi, giusto per chi non lo sapesse, assaggiarlo sulla mano è una di quelle cose che va fatta almeno una volta nella vita. C’e’ infatti una sorta di “cucchiaio naturale” nell’incavo tra pollice ed indice. Il calore della pelle aiuta molto a tirare fuori gli aromi … un gesto da feticisti del Balsamico praticamente.


In chiusura, l’elenco dei vini assaggiati:

1- Champagne “Entre Ciel et Terre” Brut – Francois Bedel
2- Champagne Le Nombre d’Or “Campaniae veteres vites” brut 2002 – L. Aubry
3- Champagne Mineral Extra-Brut Blanc de Blancs Grand Cru 2002 – Agrapart et Fils
4- Champagne Premier Cru L’Apotre Chardonnay Extra Brut di David Leclapart
5- Champagne Grand Cru “Avize” Brut 2000 – Jacquesson
6- Champagne Reserve Grand Cru 100% Blanc de Pinot Noir Brut 1999 РAndr̩ Beaufort
7- Champagne Petraea XCVII – XXIV Brut – Raymond Boulard

Che dire, una bella sfilza di “bollicine” da ascoltare e contemplare. Peccato che l’evento fosse a casa mia, non mi sono assolutamente goduto la serata, impegnato nell’organizzazione e per far sì che tutto andasse per il meglio.

C’è stato anche un vino n. 8. Che, manco a farlo apposta, era un bel lambrusco, quello di Vanni di Cinquecampi.

Giusto per completezza, la serata dopo, venerdì, Sandro era a La Stoppa di Piacenza per una serata sui vini naturali. Lì ci sono andato e me la sono pure goduta! 🙂

Thanks to Ryan for the pictures!

L’uso in cucina e alcune ricette con l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia

Scritto 9 anni fa

Ecco la settima ed ultima puntata del video sul Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia (qui il Consorzio).
Finalmente si parla del suo utilizzo in cucina.

Ricordo che originariamente il Balsamico non era un “ingrediente” di cucina come invece, ora, è perlopiù considerato.

Balsamico, da “balsamo“, “balsamo medicamentoso“. Era un vero e proprio “medicinale”. Qualcosa di buono per la salute insomma. Tant’è che non è così insolito (molto di più un tempo) trovarlo anche in farmacia (ad esempio alla farmacia Sant’Anna di Brunico).

Di solito quando dico questo, alla velocità della luce, mi viene chiesto: ” e cosa curava??”

Bene, partiamo dal presupposto che non esistono prove scientifiche etc etc ma, per esperienza, devo dire innanzitutto che è un ottimo digestivo. Direi il migliore tra quelli che io abbia finora provato.
Alla fine di una cena o di un pranzo “esagerato”, se l’ultima cosa che degusti è un bel cucchiaino di Tradizionale, allora la bocca ringrazierà e lo stomaco ne gioirà (non è una citazione storica, l’ho inventata ora 🙂

Inoltre si parlava delle virtù “toniche”, dissetanti, anti spossatezza, contro il mal di testa e perfino contro la peste ( devo recuperare la fonte) .

Il fatto che non fosse un “semplice ingrediente” lo capiamo anche dal fatto che anche quei cuochi che per primi hanno codificato ed ordinato in libri e/o trattati il loro lavoro e le loro ricette, non parlano mai di quel Balsamico che comunque risultava già presente nelle soffitte e nei solai delle famiglie importanti della zona (la prova del fatto che fosse presente, era data in particolare da lasciti testamentari).
Ad esempio, Cristoforo da Messisbugo, (1500 circa) grande cuoco presso la corte Estense (Casato che dominò i nostri territorio e al quale dobbiamo molto in fatto di tradizione del Balsamico) fece una grande opera di trascrizione delle sue ricette e delle sue pratiche in cucina, ma di Balsamico, neanche l’ombra.

Invece, si legge spessissimo, anche con centinaia d’anni d’anticipo rispetto agli Estensi, dell’utilizzo (comune in tutt’Italia):
– del mosto cotto (saba, sapa, vincotto, etc…)
– dell’Aceto di Vino
– dell’Agresto (che, carramba che sorpresa, vorrei riproporre … copiatori avvisati eh! 😉
Relativamente a quest’ultimi prodotti, vi invito a spulciare tra il mio Delicious per qualche fonte supplementare.

Bene, dopo tanto parlare vi lascio alla visione di questa gustosa ultima parte.
Ah! Un’ultima avvertenza, non svenite alla vista della quantità utilizzata da parte degli chef ripresi … se ne può (anzi, se ne dovrebbe secondo me) utilizzare anche meno. E non solo per un problema finanziario 🙂

Buona visione.

Ho conosciuto Agata & Romeo …

Scritto 9 anni fa


dell’omonimo ristorante.

Ma che belle persone … 🙂 E per di più Agata aveva anche scritto un libro sugli aceti

Serata informale al Rigoletto prima che gli chef presenti (e i giornalisti) partissero per la “giornata delle Stelle Michelin a Venezia“.

Grazie mille a Fulvia e Gianni per la consueta ospitalità.

Ma sei per caso mai stato da Agata e Romeo?

E’ ufficialmente nata la “Compagnia del Fornello”

Scritto 9 anni fa


Lunedì sera scorso, il 27 aprile, è ufficialmente nata per opera di alcuni gastro-facinorosi (in primis l’onorevole Giancarlo Cavazzoni) la … “Compagnia del Fornello” (della quale potete vedere il manifesto in questa orribile foto).

Luogo del fattaccio è stato il neo-stellato Cà Matilde di Rubbianino che, come se non bastasse l’ottima cucina e l’ospitalità offerta, ci ha accolti il giorno di chiusura.
Luogo che meriterbbe un viaggio per il semplice fatto che per arrivarci si passa a 5 metri da una bella stalla piena di frisone al lavoro per produrre buon latte per Parmigiano Reggiano.

Il tema della prima serata era la carne.
Lo chef, Andrea, coadiuvato dalla gentile Marcella, ci hanno accompagnati con grande professionalità in un percorso ove si è raccontato di

– materia prima (animali, provenienze)
Рfrollatura (come, cosa, quando e perch̬)
– cotture (a tal proposito segnalo il post di Bressanini che farei Santo Subito)

Il tutto accompagnato dai vini veri di veri vignaioli piacentini: La Stoppa e La Tosa.

Situazione veramente ben riuscita e piacevole dove a volte i cerchi si chiudono:

1- durante il giro in cucina ho avuto modo di notare all’opera alcune macchine della ICC di cui ho parlato incidentalmente qualche giorno fa.
In particolare direi che si trattava del Roner compact, che permette una lunga cottura a temperatura costante che, se fatta su materia prima sotto vuoto, ha risultati spettacolari.
Del Gastrovac che permette di cuocere sottovuoto e fare l’effetto “spugna” ed infine del mitico Pacojet col quale ci è stato proposto un gelato allo zabaione e pistacchio di bronte che aveva un solo problema. Ce n’era pochissimo! 🙁

2- A La Stoppa si terrà una serata di degustazione sui vini naturali tenuta da Sandro Sangiorgi guarda caso il giorno dopo rispetto a quella sugli Champagne che si terrà in Acetaia il 7 maggio.

E comunque conoscere persone così amabili, appassionate, dotate di una spontanea e signorile umiltà data dal “saper fare” come Elena de La Stoppa, Claudio de La Tosa e lo chef Andrea è un privilegio che è per pochi fortunelli. Quindi grazie e in bocca al lupo alla neonata “Compagnia del Fornello!” (ed ora il sito please!)

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