#barbera1 – le “degustazioni-numerate” (e carbonare) continuano

Scritto 8 anni fa

Appena appreso dagli amici Enofaber e Vittorio dell’inizio della saga delle “degustazioni-numerate” nel mondo della Barbera, mi sono promesso che non potevo mancarla per nulla al mondo.

E così è stato.

Ci sono diversi modi di prendere in esame questo piccolo fenomeno delle degustazioni carbonare, ma ne parlerò tra qualche post con riferimento a #lambruschi4. Quello che mi attira tanto è l’opportunità di assaggiare una decina di campioni alla cieca, cosa che rende il tutto molto ma molto formativo sul vitigno e sul risultato di vinificazione del vitigno stesso. Sono occasioni (per gli eno-strippati s’intende) che sono veramente priceless.

Se poi questo accade in un luogo affascinante e di ospitalità infinita come Cascina Gilli, con l’allegra compagnia di amici da ogni dove, allora l’evento diventa veramente imperdibile.

Un grazie veramente di cuore a Vittorio aka Tirebouchon (chi ancora non lo seguisse, lo faccia subito!!)  che, come solo lui sa fare, ha traghettato la degustazione animando commenti, pensieri e impressioni sui campioni man mano assaggiati, cosa che costituisce il vero valore di questi incontri.

Le mie rapide note di degustazione da fogli sparsi:

o- Fuori concorso: BeerBera di Valter di LoverBeer.

Colpisce subito il colore, cangiante vibrante nel bicchiere a seconda dell’ingresso della luce. Al naso ha subito succosa frutta rossa, poi un po’ animale tra cui pelle di salame. Finale caldo con un retrogusto un po’ cioccolatoso. Provarlo in un aperitivo con salumi, non sarebbe proprio male 🙂

1- Cascina I carpini Sette Zolle 2007 – Colli Tortonesi DOC BARBERA

premessa: il fatto di essere il primo è questione assai delicata, penso di non esagerare dicendo che in altre occasioni andrebbe messo un altro, uguale, campione in mezzo alla batteria per “mediare” il problema.

Rubino con riflessi violacei, archetti copiosi.

Naso vinoso all’apparenza chiuso, piccola nota “selvaggia” (animale). Un po’ di vernice, china, vivo e pungente.

In bocca sembra percepire legno di castagno e poi frutta, occupa buona parte della lingua senza scomparire subito e chiude con una nota che ricorda la viola.

La struttura e il comportamento in bocca mi è piaciuto di più che al naso.

2- Taliano Michele Barbera d’Alba Doc Laboriosa 2008

Rubino carico, leggermente velato.

A bicchiere fermo note tostate, chiodo di garofano e amarena. “Pelle di pesce”, senzazione “fresca” che poi si evolve verso la buccia dell’anguria/cocurbitacee.

In bocca un po’ monocorde anche se esprime belle note di frutta sotto spirito e vegetale. Abbastanza caldo con una acidità presente dal retrogusto vinoso.

Mi dà l’impressione di essere, forse, ancora un po’ giovane.

3- Cantina Maranzana Barbera d’Asti Doc La Solia 2008

Rubino carico con riflessi violacei.

Naso propone in rapida successione: cioccolata, viola, frutta rossa

Mi piace l’energia e la tensione che porta in bocca anche se rimane un po’ ingessato, dà l’impressione di essere un po’ costruito andando a scapito dell’emozione.


4 – La Casaccia Barbera d’Asti Doc Vigna Sant’Anna 2007

Rubino abbastanza carico con riflessi violacei.

Il naso è ampio ma un po’ restio. In bocca amarena. E’ ben fatto e con una buona strutta che invita a “masticarlo” un po’

5- Antica Masseria Venditti Barbera Barbetta 2007 – Sannio DOC

Il naso fa sobbalzare, note “forti” e fuori dalle righe: cuoio, letame, un po’ di amarena. Annuso e ri-annuso e salta fuori quello che ho identificato come “vagone di FS” 🙂

La bocca è super-caratterizzata ma questa personalità sconta una certa scompostezza in bocca che col tempo si attenua. Buona lunghezza, note piu’ dolci in bocca rispetto al naso selvaggio

Sembra un vino naturale, molto border-line che non vuole piacere a tutti.

6- Marchesi Adorno Barbera Oltrepò Pavese Doc 2007

Rubino carico, l’unghia meno intensa.

Al naso note di cartone bagnato, stanza umida, forse una punta di solforosa, una bella nota di chiodo di garofano.

In bocca ha una frutta caldo che gira al cotto, è abbondante ma un po’ piatto. Il finale è molto caldo con una punta amara e dal retrogusto di amarena sotto spirito.

7- Cascina Tavjin Barbera d’Asti Doc 2007

Colore rubino non molto carico ma vivo.

Subito in bocca sembra avere un piccolo residuo zuccherino, ha una bella nota animale che piano piano scopre ricordi di frutta, “coste” d’insalata.

La bocca è bella con una buona tensione su tutta la lingua, liquerizia, amarena.

Mi è piaciuto molto nella sua semplicità.

8 – Cinti Barbera 2007 – Colli Bolognesi DOC

Al naso pipì di gatto, ortica, menta, erbaceo poi la curiosità di note che ricordano spudoratamente il caffè alla valdostana, anzi, il mitico Parampampoli.

E’ l’ultimo, sono stanco di appuntare e me lo godo un po’, mi godo la sua caratterizzazione che lo rende “anomalo” rispetto a quelli finora assaggiati (anche qui sembra esserci una punta di residuo zuccherino).

—————-

A parte gli outsider (il campano e il bolognese) la matrice dell’uva e del territorio è saltata fuori bene. Non conoscendo le aziende non posso anche dire che sia stato proprio il terroir di ciascuno a marcare le differenze. Nel bicchiere invece, la matrice in questione (note di amarena, viola, erbaceo) si evolvono probabilmente in base alla mano e alla filosofia di cantina e qui vengono fuori cose interessanti.

La semplicità di approccio e di beva è senza dubbio la caratteristica che porto con me dopo questa degustazione, confortato dalle parole della produttrice il cui vino ho apprezzato molto (cascina Tavjin). Semplicità che, ce lo siamo già detto mille volte, è un pregio e non un difetto nell’accezione così utilizzata e che può ben essere apprezzata nonostante certi bicchieri abbiano comunque rivelato strutture tese e vigorose, che non ti aspetti da un vino “da tutti i giorni”.

Altre impressioni sulla giornata:

– Massimo

– Jacopo