Fienile in Fermento

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"it turns out that tomato juice makes up 27% of the drinks ordered in the sky." amzn.eu/8W6Bc4z

Circa un'ora fa

2010

Invecchiamento e/o qualità nell’Aceto Balsamico Tradizionale

Scritto 8 anni fa

Primo di una serie di post che vorrei dedicare al tema del rapporto tra “invecchiamento” e “qualità” nel mondo del Balsamico Tradizionale.

Ma prima di parlarne il generale, vorrei mettere agli atti che abbiamo deciso di mettere bene in risalto il punteggio preso in degustazione dal campione presentato e successivamente imbottigliato.

Questa è la (vecchia) scheda di degustazione per il Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.

Questa la prima bozza di “cartolina” che metteremo dentro ogni confezione di Tradizionale , fatta in onore dell’ultimo Balsamico imbottigliato, con il più alto punteggio “della storia umana e disumana” (cit.).

E nel retro mettere la nostra personale degustazione, più descrittiva, perchè un regalo della natura come un Grande Balsamico non può, comunque, essere circoscritto solo a dei numeri (anni o punteggio che siano).


(per le frasi finali stile Ben Hur, mi sono ispirato ai foglietti che accompagnano le tazze del caffè più buono del mondo: Giamaica Caffè di Gianni Frasi).

Il più sarà trovare la soluzione giusta per stamparne un centinaio per ogni lotto imbottigliato.
Graditi suggerimenti ed impressioni in merito. Grazie.

Poesia d’inizio del listino prezzi

Scritto 8 anni fa

Quest’anno ho deciso di fare un listino prezzi “parlante”.
Penso che il prezzo, da solo, non possa essere l’unica voce che si ode quando si sfoglia questo documento.

I rivenditori sono bombardati quotidianamente da miriadi di informazioni, proposte, segnali più o meno velati; dare per presupposto che tutte le nozioni che per noi prodotturi sono scontate quanto l’aria, siano tali anche per il rivenditore/negoziante/distributore, sarebbe una colpa grave.

Per questo, ho pensato di arricchire molto schematicamente il listino con citazioni, punti veloci e (spero) facilmente memorizzabili riguardo la metodologia produttiva o ricorsi storici.

Se fossi bravo con questi robi di grafica ci metterei anche piu’ foto.

In seconda pagina, prima di tutto, ho messo anche una poesia.
Prima di andare in stampa mi dite se gira bene o se ha bisogno di essere corretta?
grazie 🙂

POESIA DEL LISTINO
Rima A-B, A-B, A-B, C-C
Potervi servire sarebbe per noi un grande onore

Se però qui cercate, il prezzo più basso del mercato

vi diremo di fermarvi, anche se con dolore.

Giudicare solo in base al prezzo, sarebbe un gran peccato,

cerchiamo invece – assieme – il miglior rapporto qualità/valore

vedrete che questo sforzo sarà ripagato,

perchè i vostri clienti sono sempre più in grado

di distinguere tra un brodo di cappone, ed uno fatto con il dado.

Su #lambruschi3 e in generale sulla comunicazione del Lambrusco

Scritto 8 anni fa
(post fiume con abuso di diversi font per rendere la lettura un po’ eccitante)

Ancora bollicine

Della squisita ospitalità di Lucia e Giulio de Il Mosnel, presso la loro magione in curte franca, per la degustazione di #lambruschi3, ho già detto qui.

Ingressi importanti

Alcune foto di questa giornata le potete trovare sul mio flickr (grazie al prezioso Claudio per gli scatti!)

La tavolata 1

Le mie considerazioni:

1 – questa giornata potrebbe entrare a pieno titolo nella lista degli eventi epocali del nuovo risorgimento del lambrusco.

2 Рla comunicazione su questo vino, ̬ stata cambiata tramite e grazie alla rete e a chi la vive. A costo zero.

Peccato che le “istituzioni” che dovrebbero essere preposte a questo, siano da anni impegnate ad investire tanto in manifestazioni prettamente autoreferenziali.

Quest’ultima affermazione mi provocherà sicuramente qualche problema “relazionale” ma penso sia incontrovertibile il fatto che, almeno negli ultimi anni (ove cioè ho potuto riscontrare personalmente) gli eventi per promuovere il nostro vino del cuore, abbiano avuto la stessa agilità che ha un Hummer nel traffico cittadino.

= massima spesa con minima resa




Senza fare nomi mi riferisco a manifestazioni come “Il palio dei vini frizzanti”.
Una ricerca su google, dà fin da subito il polso della situazione sotto diversi, sottili, punti di vista.

Per essere meno criptico: parto dal presupposto che la misura della benriuscita si possa misurare in particolare con due fattori

CHI partecipa all’evento finale di premiazione
QUALITA’ e QUANTITA’ della rassegna stampa generata

Nel primo caso, parlando degli anni 2006 e 2008 ove ero presente, azzardo un pubblico che va dall’70 al 80% di provenienza locale (Re- Mo – Pr – Bo), ben divisi tra istituzioni (che ormai rifiutano il cibo, per quante cene devono fare da copione), rappresentanti di consorzi/associazioni e produttori. E questa è autoreferenzialità pura.

Nel secondo caso (rassegna stampa), non l’ho mai vista tutta assieme ma ho come l’impressione che con la carta impiegata non si sia rischiato il disboscamento dell’Amazzonia.

Mi si potrà dire di tutto,
ma la constatazione che:
per quello che è stato investito,
il rapporto tra costi/contatti
sia eccessivo e fuori da ogni regola di buon senso
penso faccia cadere ogni tipo di obiezione.


Ovviamente ogni opinione contraria sarà benvenuta qui e in altre sedi (evitando possibilmente quelle legale).

Questo è comunque un problema che si può estendere in generale agli organismi istituzionali preposti alla promozione dell’enogastronomia italiana.

Parlo dell’Ice, parlo dei Consorzi in generale ad esempio.

Elefanti enormi, stanchi fuori e vecchi dentro,
che per vivere consumano tonnellate di cibo, che cercano di

farsi spazio e raggiungere l’obiettivo, in una giungla in continua e rapidissima evoluzione che li ingloberà inesorabilmente.

Ma torniamo alle considerazioni su #lambruschi3 .

3 – tecnicamente parlando: non si possono più fare degustazioni con 30 persone e con così tanti campioni (11).
I vari #lambruschi dovranno tornare ad avere una dimensione più umana (max 15 persone?) e meno impegnativa (max 7-8 campioni?)
(da notare che di solito si fa di tutto per fare quantità, mentre queste sono scelte di qualità).

4- infine,  penso che anche per noi ci sia il grosso rischio, dietro l’angolo, di cadere nella autoreferenzialità tanto scomodata sopra.

Mi spiego: chi ha spontaneamente partecipato (DA TUTTA ITALIA – centro/nord), così i produttori invitati, noi stessi organizzatori, ci siamo ritrovati a condividere un modo quasi “unico” di interpretare il Lambrusco.

Subito questo entusiasma, ma c’è il rischio di cadere nell’errore di abituarsi, prenderci gusto, utilizzare queste preziose occasioni semplicemente per confermare ciò che già si pensa, perdendo quel sano spirito del “mettersi in gioco” confrontandosi con chi non la pensa come sè stessi.

E’ per questo che avrei intenzione di chiamare anche i produttori, gli enologi, i responsabili dei vari consorzi, di quei lambruschi non-emozionanti ma perfetti (imho) che hanno fatto tanto discutere rispetto a quei non-lambruschi che invece fanno sospirare.

Chiudo con questa bella foto che ritrae perfettamente lo spirito del gioco e (personalmente) il vero motivo che mi spinge ad organizzare #lambruschi: sorrisi sinceri, roba mica così frequente da incontrare.

Vorrei inaugurare una nuova stagione per #lambruschi (anche se ancora all’inizio), passando dal concetto di conferma, a quello di confronto.

Cosa ne pensate?

Un educational tour con chef d’oltreoceano

Scritto 8 anni fa

Oggi, alle 14,30, atterreranno all’aereoporto di Bologna due importanti chef in arrivo dagli Stati Uniti, Chicago esattamente.

Si tratta di Sarah Gruenenberg e Jaime Canete.
La prima executive chef di Spiaggia Restaurant.
Il secondo sous chef di Terzo Piano.



Fino al 14 febbraio staranno in Italia per il loro consueto viaggio di “educazione” alle nostre tradizioni enogastronomiche.

Ho organizzato il loro viaggio nei dettagli (anche se molte cose rimangono ancora contornate da un alone di mistero, soprattutto per la seconda parte del viaggio) che, per sommi capi prevede:

Lo stage al Ristorante Rigoletto, la partecipazione ad un assaggio ufficiale di Parmigiano Reggiano così come la partecipazione ad un assaggio ufficiale di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia e un po’ di sano cazzeggio variegato (come vedere le rezdore mentre fanno la pasta e i cappelletti).
Poi ci si sposta in Sicilia e a Pantelleria, e anche qui se ne vedranno delle belle (basti pensare a Corrado Assenza e al Duomo, il passito dell’isola piu’ a sud d’Italia etc…)

Twitterò un po’ durante questo viaggio della Speranza Gastronomica Italiana con hastag
#chefsinitaly

Se qualcuno ha idee e suggerimenti (Sicilia, zona Modica, Ragusa, Catania), saranno i benvenuti. Così come donazioni per sostenere la missione 🙂

Cose futili ma indimenticabili del 2009 e un pizzico di 2010

Scritto 8 anni fa

Ci sono esperienze che, oltre al divertimento che offrono nel loro divenire, si riflettono principalmente sulla tua componente “esterna” , on-line potremmo chiamarla la reputazione digitale, altre che invece ti lasciano intime soddisfazioni e lavorano “dentro”.

Qui una miscellanea di cose belle accadute durante il 2009 che lavorano dentro e/o fuori:

1) GLI APICOLTORI SCOZZESI E LA MAGNIFICA SCOZIA

Checciazzecca il miele, gli apicoltori scozzesi con il Balsamico?
In sintesi la storia è che ho accompagnato quell’apicoltore nomade di Andrea Paternoster di Mieli Thun che sta lavorando al suo progetto chiamato Honey Park, per un’assistenza “linguistica” e “tecnica” (foto/video).

Tre giorni intensi ed affascinanti tra le Highlands Scozzesi, tra riserve private di cui gli apicoltori detengono da generazioni “le chivi”, e luoghi incontaminati vivendo le emozioni del contatto di quel microcosmo che è l’Ape.

Si, quel morbido Teddy Bear sulla destra sono io 🙂

Un’esperienza Apica 🙂 un vero e proprio privilegio per il quale ringrazio ancora una volta Andrea.

Qualche bel video è già su Honey Park.

2) DEGUSTAZIONE AL TRUSSARDI CAFFE’

Non aggiungo niente al già completo post di Claudio su Altissimo Ceto (più le mie considerazioni).
Location di altissimo livello, astanti pure, prestazioni interpretative degli attori, non da meno.

3) EVENTO VOIELLO WEB QB

Beh per questa chicca devo sicuramente ringraziare i ragazzi di Hagakure, bravissimi nel loro lavoro, e un grazie alla neomamma Sara.

Qui si è visto cosa accade quando dietro c’è un’azienda con i contro-testicoli e le idee chiare di chi si occupa della comunicazione.

Lasciamo stare la vittoria (sempre positiva per il proprio ego) strappata, pare!, per un solo voto alla squadra avversaria, quello di cui bisogna parlare qui è di un evento ben organizzato nei contenuti e nella realizzazione.

Questa micro rassegna stampa
Espresso/Repubblica web
Rai 3 TgNeapolis (minuto 7:30)
può forse essere sufficiente per dire che l’evento è andato bene.

Qui le ricette della serata, le belle foto di Ialla e il filmino completo, mettetevi lì una serata e fatevi due risate – non fate caso alle parolacce scappate nella concitata cucina 🙂

4) TWITTER DINNER IN ACETAIA
(con inaugurazione del percorso installativo-didattico artistico)

Possiamo dirlo con cognizione di causa. Hanno partecipato da tutt’Italia! Grazie per essere venuti fin qui e aver dimostrato che in Real Life è più bello che dietro una tastiera.
Acetaia 1
IMG_4547

La città è splendida (col caldo!) e ho instaurato un rapporto preferenziale con lo Chef Tony Mantuano e la neo executive Chef Sarah Gruenenberg di Spiaggia e di Terzo Piano. Rapporti professionali ed umani dal peso specifico enorme grazie al privilegio di essere “staffetta” della Tradizione del Balsamico.

6) LA NOUVELLE VAGUE DEL LAMBRUSCO (ultima della lista solo per caso)

“Partita” per caso e per passione, come tutte le cose più belle. Spero che questa rinascita dei Lambruschi e l’entusiasmo che porta con sè, cresca come la fermentazione spontanea che rende uniche e regala emozioni attraverso le bollicine che amiano.
Qui il punto della situazione di questo percorso.

—-
Bene.
Il 2010 si apre invece con questo servizio di Linea Verde su Rai 1

Lo considero un punto d’arrivo quasi come un “consolidamento” e un conferire “legittimità” agli sforzi fatti fino a qui.
Un servizio televisivo che parla di te per le scelte di vita fa un pò specie diciamo.
E’ buono per il tuo ego, ma forse crea “aspettativa” per ciò che ha da venire.
Quest’anno sarà un anno di cambiamenti ciclopici, personali e lavorativi.
Mi preparo a tutto, anche a ricominciare da zero.

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