Londra in fermento (Balsamico)

Scritto 5 anni fa

Londra è veramente in fermento.
L’ho scoperto la settimana scorsa durante una delle mie trasferte disperate.
Per un colpo di fortuna ho concentrato la maggior parte degli appuntamenti e le attività attorno al Borough Market, zona che dà l’impressione di stare letteralmente esplodendo dopo che The Shard ha trafitto il manto stradale stagliandosi verso il cielo.

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Giovani cuochi stanno crescendo, utilizzando molto il mezzo del “pop-up restaurant”. Cosa che per noi italiani sarebbe a dir poco inconcepibile.

Ma dà, a mio parere, la misura di quanto tutto stia diventando molto più fluido e “temporaneo” (non necessariamente in un’accezione negativa).

Nascono nuovi laboratori artigiani direttamente in città. E’ il caso di Luca e il suo Picco Salumi , un laboratorio da vedere. E i suoi salumi sono veramente buoni. Valorizzando al meglio l’esperienza e la sapienza italiana della lavorazione+stagionatura e la grande, grandissima, cultura dell’animale “totally free range”. Cosa che, in Italia, è attualmente molto raro.

Infine il cibo di strada. Anche questa sembra essere una tendenza che si muove velocemente con grande successo in tutto il mondo anglosassone. E anche a tal riguardo, a parte i mitici porchettari, in Italia siamo un po’ restii a vederla come una possibile fonte di cibo di valore.

Tra i tanti consiglio il banchetto di Tongue and Cheeck di Cristiano. L’Hamburger di cuore e dry-aged meat è da urlo.

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Insomma, Londra sarà senza dubbio un luogo di grande interesse per i food lover e di grande sviluppo per i micro produttori come noi.

Avanti tutta, e che la forza di Sua Maestà sia con noi!

———— UPDATE 4 giugno 2013 ————

A conferma, insindacabile, del fatto che il mio punto di vista è senza dubbio di grande prospettiva, ma soprattutto, azzeccatissimo … faccio riferimento a questo recente articolo apparso sul Corriere.it : The “Shard” non è un’icona: è un flop. 🙂