Fienile in Fermento

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Complimenti @MarioPlatero per #america24 di oggi puntata bellissima e commovente. Grazie per il suo quotidiano, immancabile, punto di vista

Il mese scorso

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Il rinnovato disciplinare dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop.

Scritto 4 anni fa

Festeggiamo!   Una bella sorpresa prima di Natale. Finalmente, dopo anni di tira-molla, confronti (duri, aspri, acetici oserei dire) tra i produttori interni ed esterni al Consorzio di Tutela, è stato approvato e pubblicato il *rinnovato* disciplinare di produzione del nostro Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop. Il pdf si può trovare qui.  Vediamo le 2 principali modifiche: 1 – I famosi “Bollini” e i punteggi (cioè è stato inserito nel disciplinare ciò che si faceva già dal 1986 circa) – Innanzitutto è stata in inserita nel disciplinare la valutazione organolettica (analisi sensoriale), i benedetti “punteggi” (240-270-300 punti) in base ai…

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Il sistema delle Dop ed Igp, i disciplinari di produzione e i compromessi

Scritto 4 anni fa

scusate , non ci sono immagini volontariamente, chi arriva in fondo è perché gli interessa veramente 🙂 Si, incomincio a nutrire un sottile e sadomasochistico piacere nell’affrontare argomenti legati ai disciplinari di produzione. E da questi trarne massime di vita che condivido con voi e che sicuramente risolleveranno le sorti delle realtà produttive agricole mondiali *ironia* Tra l’altro in questi giorni, dopo l’invasione dei giallo-corpi (Coldiretti),  la tutela dei prodotti (molto latu sensu) “di qualità”, è tornata prepotentemente in auge. Partiamo dal fatto che recentemente sono stato ad una riunione organizzata dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione…

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Eccolo il Verjus

Scritto 4 anni fa

Si parlava nel precedente post di questo Verjus (in Italia si chiama Agresto). Ed eccolo sugli scaffali di un bel negozio a San Francisco, il Bi-Rite Market per l’esattezza. La grafica e la presentazione è molto bella a mio modo di vedere, non azzeccata invece, sempre imho, il formato della bottiglia. 500 o 750 ml, un’infinità per questo tipo di prodotto un po’ “ostico” al gusto comune. Purtroppo, vista la dimensione, non l’ho preso e neppure assaggiato. Ovviamente non mancherò non appena possibile. Ah, di fianco un aceto di vino “classico”. Tanto per dire come l’interesse per il gusto acido…

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Ohio Wesleyan University, in Acetaia e in Emilia per studiarCi

Scritto 7 anni fa

Quasi un anno e mezzo fa la visita del professor Fink,  per valutare la fattibilità della cosa, ora il progetto è diventato realtà e la prossima settimana, dal 24 al 27, una ventina tra studenti e professori ci faranno visita. La loro missione dura circa due settimane, si inserisce in un corso di studi più ampio riguardo lo studio dei comportamenti per prevenire l’obesità. Qui un piccolo abstract del loro progetto: Per quattro giorni sarò un po’ il loro Cicerone-Caronte tra i prodotti locali dell’Emilia-Romagna, cercando di “incastrare” le nostre tradizioni enogastronomiche con l’emilian-lifestyle, lo stile di vita che porterebbe,…

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Uscire dalla logica della “Commodity”

Scritto 7 anni fa

Giro e parlo con piccoli produttori come me e capisco che il rischio di entrare in questa logica perversa è molto vicino. Anche in Italia le produzioni c.d. di “qualità” in realtà soffrono del fatto di essere borderline con il concetto di “commodity“. Commodity, potremmo anche definirla “fungibilità”. Quando un prodotto può essere sostiuito con un altro perchè considerato “uguale”, “sostituibile”. Il prezzo non lo fa più il valore aggiunto che riesco a dare, il prezzo viene deciso da un mercato globale di domanda-offerta. Esempi di commodity sono tanti, anche se accademicamente parlando, sono sempre quelli: – soia, caffè, zucchero,…

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