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"These crazy Italians were deliberately miscolouring various familiar foods in order to discombobulate their dinn... amzn.eu/beYlCun

Circa 2 settimane fa

porthos

L’invenzione della Gioia – Piccolo reportage da dietro le quinte

Scritto 7 anni fa

Ore 14,45: circa 6 ore prima della presentazione.

Fettozza tostata di pane di Walter D’Ambrosio, scaglietta di Parmigiano Reggiano Montagnana Bio 34 mesi, goccia di Miele di sulla, fettina di Mela buona di Pomarius e scagliette di Cioccolata Passion Cocoa.

I vegetali, dal gusto dimenticato, di Pomarius incontrano il Miele di Andrea Paternoster.

Tarassaco di campo sbollentato e saltato con miele così come i pomodorini confittati.

Sandro inizia e tiene banco.

Non l’abbiamo mai visto così … “in banana” 🙂

La stanza era veramente gremita e noi dalle cucine non potevamo goderci la variegata presentazione perchè preoccupati di preparare cibarie a sufficienza.

VeganCocktail: verdure di Pomarius molto buone con vinaigrette (con emulsione “à la main” 🙂 di Balsamico San Giacomo e lo strepitoso olio di Leonardo Seghetti. Prima di uscire, finito con gocce di Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia bollino Aragosta (alla faccia eh!)

Andrea Paternoster, apicoltore nomade, impegnato ad “impiattare” il tarassaco.

Un evento sentito, atteso e di altissimo profilo. Chi è intervenuto rappresentava, al meglio, alcuni tra i più importanti settori della cultura.

Noi nel nostro piccolo abbiamo lavorato un pomeriggio intero in cambusa per poter esprimerci attraverso i nostri prodotti. Felicissimo di aver conosciuto i ragazzi dello staff di Porthos e Andrea di Pomarius, che …  “avercene botteghe di frutta e verdura così!”

Sandro, intervistato da Gianluca Nicoletti di Radio24 la mattina stessa (qui il podcast), ha sicuramente posto un Grand Canyon tra gli “altri” libri sul vino e il suo, IL libro sul vino per eccellenza.

Il fatto di essere citato e ringraziato nel libro, è un motivo di grande orgoglio.

L’invenzione della Gioia – il libro di Sandro Sangiorgi – Presentazione

Scritto 7 anni fa

ROMA –  7 febbraio 2011

(Questo libro) Si è fatto attendere come un bimbo.

Ora, la data è fissata, le valigie non ancora pronte ma già scalpito per vederlo e leggerlo tutto d’un fiato.

Onorato per essere tra i produttori di “altro” rispetto al “liquido odoroso” che alieteranno le papille gustative di chi vorrà partecipare.

Qui, sul sito di Porthos, altre informazioni.

Non so se sarà il “Libro definitivo” sul vino. E non è che mi interessi tanto dargli una definizione; spero però che sia diverso da Le via del Vino di Nossiter, che ho finito di leggere giusto ieri, e non mi è piaciuto del tutto. Ne condivido la sostanza, la narrazione meno. Questione di gusti, ovvio!

Ecco altri dettagli:

Ci vediamo a Roma!

Porthos in Acetaia: “Lo Champagne, al naturale. La magia del metodo e la forza del terroir”

Scritto 9 anni fa

Giovedì 28 maggio si è tentua in Acetaia (nella sua stalla per l’esattezza) l’attesa serata sullo Champagne. Vino-mito che, come ho ricordato in apertura di serata, è secondo solo al lambrusco 🙂

Mattatore della serata è stato Sandro Sangiorgi.
Peccato aver avuto i soliti problemi di connessione altrimenti avrei fatto uno streaming in diretta.

Premio speciale della giuria a tutti quelli venuti da lontano. Pensare che c’era una coppia di signori da Colico … presente dov’è e quanto dista da noi??!?!? E’ proprio vero che per farle le cose, bisogna volerle!

Qui Sandro serve con un bel sorriso, uno dei vini resi anonimi per evitare condizionamenti.


I partecipanti alla serata, come al solito da applaudire perchè si sanno adattare al meglio ad una stanza che dell’aula didattica ha poco a che vedere.



Lui è un vero comunicatore, sapevatelo!



Qui il servizio della “trasversale” di Parmigiano Reggiano da abbinare agli Champagne.
In serie: 15 mesi e 24 mesi da Vacca Rossa del relativo Consorzio, 30 mesi del Caseificio Biopiù di Pegognaga (Mn), 60 mesi della latteria Montagnana Bio delle montagne di Parma.


Ed infine, come regalo per tutti quelli che hanno partecipato, due gocce sulla mano di Balsamico Extra-vecchio bollino Oro da 314 punti … una roba da strabuzzare le papille e da cresta di dinosauro sulla schiena 🙂


Che poi, giusto per chi non lo sapesse, assaggiarlo sulla mano è una di quelle cose che va fatta almeno una volta nella vita. C’e’ infatti una sorta di “cucchiaio naturale” nell’incavo tra pollice ed indice. Il calore della pelle aiuta molto a tirare fuori gli aromi … un gesto da feticisti del Balsamico praticamente.


In chiusura, l’elenco dei vini assaggiati:

1- Champagne “Entre Ciel et Terre” Brut – Francois Bedel
2- Champagne Le Nombre d’Or “Campaniae veteres vites” brut 2002 – L. Aubry
3- Champagne Mineral Extra-Brut Blanc de Blancs Grand Cru 2002 – Agrapart et Fils
4- Champagne Premier Cru L’Apotre Chardonnay Extra Brut di David Leclapart
5- Champagne Grand Cru “Avize” Brut 2000 – Jacquesson
6- Champagne Reserve Grand Cru 100% Blanc de Pinot Noir Brut 1999 РAndr̩ Beaufort
7- Champagne Petraea XCVII – XXIV Brut – Raymond Boulard

Che dire, una bella sfilza di “bollicine” da ascoltare e contemplare. Peccato che l’evento fosse a casa mia, non mi sono assolutamente goduto la serata, impegnato nell’organizzazione e per far sì che tutto andasse per il meglio.

C’è stato anche un vino n. 8. Che, manco a farlo apposta, era un bel lambrusco, quello di Vanni di Cinquecampi.

Giusto per completezza, la serata dopo, venerdì, Sandro era a La Stoppa di Piacenza per una serata sui vini naturali. Lì ci sono andato e me la sono pure goduta! 🙂

Thanks to Ryan for the pictures!

E’ ufficialmente nata la “Compagnia del Fornello”

Scritto 9 anni fa


Lunedì sera scorso, il 27 aprile, è ufficialmente nata per opera di alcuni gastro-facinorosi (in primis l’onorevole Giancarlo Cavazzoni) la … “Compagnia del Fornello” (della quale potete vedere il manifesto in questa orribile foto).

Luogo del fattaccio è stato il neo-stellato Cà Matilde di Rubbianino che, come se non bastasse l’ottima cucina e l’ospitalità offerta, ci ha accolti il giorno di chiusura.
Luogo che meriterbbe un viaggio per il semplice fatto che per arrivarci si passa a 5 metri da una bella stalla piena di frisone al lavoro per produrre buon latte per Parmigiano Reggiano.

Il tema della prima serata era la carne.
Lo chef, Andrea, coadiuvato dalla gentile Marcella, ci hanno accompagnati con grande professionalità in un percorso ove si è raccontato di

– materia prima (animali, provenienze)
Рfrollatura (come, cosa, quando e perch̬)
– cotture (a tal proposito segnalo il post di Bressanini che farei Santo Subito)

Il tutto accompagnato dai vini veri di veri vignaioli piacentini: La Stoppa e La Tosa.

Situazione veramente ben riuscita e piacevole dove a volte i cerchi si chiudono:

1- durante il giro in cucina ho avuto modo di notare all’opera alcune macchine della ICC di cui ho parlato incidentalmente qualche giorno fa.
In particolare direi che si trattava del Roner compact, che permette una lunga cottura a temperatura costante che, se fatta su materia prima sotto vuoto, ha risultati spettacolari.
Del Gastrovac che permette di cuocere sottovuoto e fare l’effetto “spugna” ed infine del mitico Pacojet col quale ci è stato proposto un gelato allo zabaione e pistacchio di bronte che aveva un solo problema. Ce n’era pochissimo! 🙁

2- A La Stoppa si terrà una serata di degustazione sui vini naturali tenuta da Sandro Sangiorgi guarda caso il giorno dopo rispetto a quella sugli Champagne che si terrà in Acetaia il 7 maggio.

E comunque conoscere persone così amabili, appassionate, dotate di una spontanea e signorile umiltà data dal “saper fare” come Elena de La Stoppa, Claudio de La Tosa e lo chef Andrea è un privilegio che è per pochi fortunelli. Quindi grazie e in bocca al lupo alla neonata “Compagnia del Fornello!” (ed ora il sito please!)