Fienile in Fermento

twitter.com/andreabez

"These crazy Italians were deliberately miscolouring various familiar foods in order to discombobulate their dinn... amzn.eu/beYlCun

Circa 4 mesi fa

Rimasugli di Resume’

Sprazzi di Los Angeles

Scritto 10 anni fa

Quando l’allestimento del punto vendita ha la sua importanza … 🙂

Questo e’ Joan’s on Third. Posto meraviglioso


(dove dicono sia obbligatorio incontrare super-star e vip di ogni genere … che io non ho incontrati); i titolari grandi amanti dell’Italia e di gran lunga piu’ preparati dell’ “italiano medio” sulla cultura del nostro paese. Ottima selezione di formaggi e dolci fatti tutti da loro

Tante cose in un sol post

Scritto 10 anni fa

pubblico cosi’ com’e’ un post iniziato e mai finito …







Terroir Vino: e’ stata proprio una bella giornata. Iniziata presto con primo stop in provincia di Piacenza per conoscere fornitori di cassette di legno per Natale (ah si! E’ gia’ Natale!).
Poi via a Genova per la quarta edizione di Terroir Vino. Prima volta per me, visitata per curiosità ma anche perche’ l’anno prossimo mi piacerebbe partecipare come espositore.
Innanzitutto ho incontrato uno dei futuri punti di riferimento dell’enogastronomia italiana a New York, e cioè Sam Di Palo, quinta generazione di Veri Bottegai nella “piccola Italia” (come dice lui).
Con estremissimo piacere ho poi conosciuto Sandrea (aka Un Tocco di Zenzero), Vittorio aka Tirebouchon, e l’amica Serena, enotecaia in quel di Torre Pellice, che ha assistito al mio “mmmh … secondo me il legno si sente un po’ troppo” e la produttrice “ma veramente qui il legno non l’abbiamo usato” . Buuuaaaaahhhhhhh 😀
Ebbene si’, ero gia’ oltre ogni limite …

Mieli, luppoli e capre: ovvero come scoprire il fantastico mondo delle Api grazie all’uomo piu’ dolce e mieloso del mondo, Andrea Bee Paternoster, Mieli Thun in persona. (serata di degustazione in Acetaia del 17 giugno).

Dimenticavo! Una delle poche novita’ viste al cibus 2008

Scritto 10 anni fa
I was about to forget! One of the few new products seen at cibus 2008

www.ferridal1905.com

Nel senso che erano “freschi”, “brillanti” , con alcune cose molto buone (non ho assaggiato tutto).
Speriamo anche che facciano seguito alla mia richiesta di maggiori informazioni.
Mmmhh … prevedo un nuovo ingresso nella Bottega del Gatto M per il periodo natalizio

ps: visto il sito-non-sito, preciso che si occupano di te’ (ma alla fine come si scrive poi? te’, the, tea, tie’?) e tutto il relativo circondario.

Bravi! uno sprazzo di luce in mezzo a tanta ombra

—– English Version

In the sense that they were “fresh” and “brilliant” with very good products (I didn’t taste everything).
Let’s hope they answer me, since I asked to obtain more info.

Mmmhh … I see a new entrance in “the M Cat’s Shop” for the Christmas season.

p.s.: being that the web-site is a non web site, I would ike to underline that it’s all about tea and surrounding matter…..

Bravo! a ray of light in the middle of darkness.

Chi ben inizia è a metà dell’opera (post lungo un anno)

Scritto 11 anni fa

Il primo dell’anno ci siamo concessi una pizza indegna al Rossopomodoro a Reggio Emilia, presso “I Petali” dello Stadio Giglio. Miei compagni di merende erano Andrea Melody-hardRock Zanna e Marco Rufus Parmi.
Sarà stato il fatto di aver dovuto rinunciare alla visione di un film prescelto per overbooking, sarà stata colpa della pizzaccia (parere personale eh!), sarà stato, molto piu’ probabile, la classica malinconoia del primo dell’anno, rimane il fatto che il discorso e’ andato inesorabilmente ripiegando sui problemi dell’Italia, del mondo, dell’Universo ecc… in un’atmosfera di pessimismo cosmico imperiale che anche il buon Tonino Guerra dell’Unieuro sarebbe uscito demoralizzato…

Politica, ambiente, valori, costumi, tv, radio, internet, uomini, animali, donne, relativi rapporti e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, non abbiamo risparmiato nessuno, noi inclusi!

Questa angoscia si e’ rivelata tuttavia costruttiva, ogni tanto fa bene prendere atto della situazione seppur puzzolente, in cui ci si trova, per ripartire piu’ carichi che mai.

Quindi, giusto per iniziare all’insegna un po’ dell’outing, un po’ dello sfogo di fine anno ritardato, volevo precisare alcune alcune cose rimaste colpevolmente in sospeso durante il 2007:

1- questione “Balsamicopoli” detto anche, il festival dell’ipocrisia:

Innanziuttuto qui qualche link di riferimento: 1, 2, 3, 4, 5.
Provo a sintetizzare quello che e’ successo, AI MIEI OCCHI, nell’ambito del Balsamico Tradizionale in questi ultimi 20 anni. Chi ha voglia di annoiarsi mi segua …

Il Consorzio e’ stato fondato ed ha iniziato ad operare a meta’ anni 80. A quella data si imbottigliava gia’ prodotto Oro extravecchio, con minimo 25 anni d’invecchiamento. I criteri che servivano per ottenere l’agognato bollino erano semplicemente quelli organolettici creati (probabilmente) prendendo “a modello” Balsamici dall’invecchiamento risaputo e certo.
Tutti i produttori, per imbottigliare Tradizionale:
– dovevano obbligatoriamente essere iscritti al Consorzio
non erano necessarie documentazioni o cartacce varie
e tutti andavano d’amore e d’accordo perche’ regnava il buonsenso.

Altro aspetto interessante da tenere in considerazione era che a quel tempo ce n’era 1 e uno soltanto di Produttori che vivevano di solo Balsamico (al Tradizionale era ovviamente affiancato un Condimento Balsamico), per tutti gli altri il Balsamico Tradizionale era un accessorio rispetto ad un ‘altra attivita’ (vino, ristorazione, ecc…) oppure erano giusto amatori/produttori famigliari.

Quest’unico produttore, una delle Acetaie piu’ antiche e rinomate, era stato ovviamente anche tra i fondatori del Consorzio e uno dei primi ad esportare il prodotto in America.
Una sorta di monopolio MA in senso buono, cioe’ per forza di cose, chi aveva le botti poteva produrre senza tante altre formalita’.
Non c’erano altri a cui interessava la produzione di questo prodotto che era sempre stato ad appannaggio di amatori e che secondo una concezione prettamente economica, non faceva guadagnare.

MA I TEMPI CAMBIANO

Effettivamente di solo Balsamico Tradizionale NON si vive, e questo l’aveva gia’ sperimentato il, fino allora unico, “mono-produttore”; infatti il vero bisiniss era fatto con il Condimento.
Altri imprenditori si rendono effettivamente conto di come, aldila’ del Tradizionale che rimarra’ sempre per sua natura, LIMITATO, il Condimento INVECE NON ha potenzialmente limiti produttivi dato che di fatto e’ un prodotto senza disciplinari e lasciato alla discrezione del produttore. MA MA MA per vendere il Condimento, DEVI avere ANCHE il Tradizionale; cioe’, non e’ obbligatorio, ma fa parte del gioco:

“vede signora, io sono figo perche’ faccio il Tradizionale”
“si ma … costa tanto!”
“non si preoccupi, ho un prodotto che e’ quasi uguale ma costa meno”
“ah si, allora prendo quello”
oppure
“vede sig. mega importatore galattico, io faccio il Tradizionale”
“si vabbe’, ma neanche m’ impegno per vendere queste poche bottiglie e cosi’ care, che nessuno le capisce”
“non si preoccupi, ho un prodotto che e’ quasi uguale, ma costa meno e ce n’e’ quanto ne vuole”
“Figata!!”

NON SOLO, perche’ aspetto MOLTO importante era ANCHE che il mercato del Condimento era di fatto sguarnito, l’unico produttore aveva ormai un giro consolidato e l’assenza di competitors aveva fatto si’ che, giustamente, non c’era neppure bisogno di sbattersi per promuoverlo e farlo conoscere.

INFINE, sottilmente importante (anzi, aspetto fondamentale) il fino allora unico produttore, aveva un concetto del Condimento VERAMENTE ALTO: il Condimento doveva essere un prodotto:
– facile
– non eccessivamente denso
– che, indipendentemente dall’invecchiamento (che ricordiamocelo sempre, e’ assolutamente INVERIFICABILE = non fidarsi mai) non fosse confodibile, concettualmente e nell’utilizzo, con il Tradizionale


E NON un


(quasi)Tradizionale che per fare un favore a lei, povero consumatore indifeso, non abbiamo imbottigliato per risparmiare sui costi del Consorzio”


oppure (un-official version)

“tanto la gente non capisce un cazzo, basta dargli un prodotto denso che e’ contenta”
MA I TEMPI CAMBIANO.

Nuovi produttori intuiscono lo spazio aperto nel mercato ed entrano.
Il problema e’ che qualcuno entra A GAMBA TESA.

Il 2000 e’ l’anno del riconoscimento della DOP.

Dall’avvento della Dop (rivelatasi finora un gran problema e basta …) tra riconosciumento/registrazione ed operativita’ dal 2000 al 2002, il disciplinare chiedeva ANCHE una documentazione che certificasse che le botti e il relativo prodotto fossero vecchi di 12 e 25 anni e cioe’ i due livelli riconosciuti per legge: affinato=bollino aragosta=12 anni minimo=240 punti in degustazione ED extravecchio=bollino oro=25 anni minimo=300 punti
(l’argento e’ solo una prerogativa del Consorzio di Reggio Emilia che viene riconosciuto come punteggio di degustazione intermedio di 270 punti per l’esattezza).

Inoltre, essendo la Dop un riconoscimento europeo, la “tutela” del prodotto non era piu’ solo a favore del Consorzio, che si spoglia dell’autorita’ di controllo e tutela a favore del Ministero delle politiche agricole e forestali, ma di un Ente Certifcatore che puo’ quindi controllare anche produttori di UN ALTRO Consorzio, produttori esterni (indipendenti) e cosi’ via, purche’ rientrino nel disciplinare e nel piano di controlli = possono esistere, diversamente da prima, piu’ Consorzi (e’ quello che succede a Modena, v. qui e qui) o comunque anche produttori esterni (attualmente a Reggio c’e’ un Comitato di Produttori indipendenti)

Con l’introduzione della Dop (operativa da maggio 2002) il problema esistenziale era scegliere tra:

1
far imbottigliare Tradizionale SOLO a chi dimostrava con DOCUMENTI UFFICIALI (o, nella versione ammorbidita, anche documenti interni al Consorzio di rilevanza ufficiale come censimenti, autodichiarazioni durante gli anni degli iscritti ecc…) di aver avuto botti e prodotto da piu’ di 12 e 25 anni. Per documenti ufficiali intendiamo: fatture di acquisto delle botti di 12-25 anni fa e fatture/documenti di carico e scarico dei mosti per gli anni successivi.
E chi non fosse stato in grado di dimostrarlo, avrebbe dovuto aspettare, dall’anno zero i fatidici 12 e 25 anni.

oppure
2
far imbottigliare Tradizionale a tutti quelli avessero fatto un’AUTOCERTIFICAZIONE supportata da un CONTROLLO in Acetaia sulla reale esistenza di botti/prodotto e della relativa qualita’. Tipo: dichiaro sotto la mia responsabilita’ che ho tot botti e tot litri di prodotto di cui, una parte sotto i 12 anni, un’altra da 12 a 25 e un’altra oltre i 25.

Nel primo caso i produttori in grado di poter andare avanti fin da subito si contavano sulle dita di una mano (e noi fortuntamente c’eravamo) perche’ di fatto il 90 e passa% del patrimonio del Balsamico era di famiglie e nessuna aveva mai avuto ne’ l’obbligo (in quanto NON aziende) ne’ la possibilita’ (in quanto auto-produttori di mosto ad esempio) di tenere i fatidici documenti ufficiali.

Nel secondo caso (autodichiarazione+controllo) c’era un enorme rischio che entrassero in questa sorta di “zona franca” , detta anno zero, anche tanti neo-produttori autodichiaratisi vecchi o comunque, cosa piu’ importante, che entrasse una marea di prodotto Tradizionale del quale non si sapeva provenienza, invecchiamenti ecc..

Per intenderci questo quesito esistenziale e’ stato proposto anche a Modena e, le leggende del caso, dicono che certi abbiano dichiarato talmente tanto prodotto che a fare due conti sulla carta, quel tinello o soffitta, nel tentativo di reggere quel peso, si sarebbe dovuto richiudere su se’ stesso portandosi dietro tutta la casa 🙂

Questo problema poteva essere evitato con un rigoroso controllo da parte dell’Ente di Certificazione che ha gestito l’ “anno zero”. A suo tempo era la PAI. Non chiedetemi se tale controllo rigoroso c’e’ stato… tanto la risposta potete gia’ immaginarla (per chi non ha fantasia, e’ NO)

Ma torniamo al quesito fondamentale: solo documenti ufficiali o autocertificazione+controllo dell’Ente Certificatore? Perche’ e’ qui che e’ successo il patatrac …

La burocrazia e’ piu’ lenta del buonsenso e, mentre si perdevano ANNI a
– cambiare lo statuto
– cambiare il regolamento
– cambiare il disciplinare
-presentare il piano di controlli
– spiegare all’Ente Certificatore COSA doveva controllare (ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!)
– attendere che l’Ente Certificatore andasse a visitare tutti
– attendere le relative approvazioni del Ministero
– ecc…ecc…ec…
nella VACATIO DOP che si era aperta, e’ successo un po’ di tutto, tipo che un neo-produttore e’ arrivato nel giro di qualche anno ad imbottigliare di piu’ del produtore storico e, con grande “freddezza commerciale”, accapparrarsi tutta quella fetta di mercato sguarnita del Condimento, aprendo veramente una stagione nuova.

Nonostante l’avvicendamento dell’Ente Certificatore, il nuovo prescelto era Suolo E Salute, scelto proprio con la speranza di fare gli indispensabili controlli, la situazione e’ proseguita allo stesso modo, cioè sono state ritenute perfettamente valide le dichiarazioni ammesse dal primo Ente Certificatore, sia perche’ (a sentire loro) erano obbligati a ritenerle valide in assenza di contestazioni ufficiali, sia perche’ (penso io) nessuno si voleva prendere la responsabilita’ di aprire il coperchio.

Questo decisione, la conferma della validita’ delle precedenti autodichiarazioni che legittimavano lo stato di fatto, ha dato il via a quella frattura che fino a qualche anno prima sembrava semplicemente inimmaginabile

Il produttore storico esce dal Consorzio portandosi con se’ altri due produttori e nel farlo “dichiara guerra” al Consorzio.

Essendo il Consorzio sprovvisto di Tutela (quel riconoscimento ufficiale del Ministero che lo fa diventare l’UNICO interlocutore verso lo stesso per tutte le problematiche relative alla Dop), il Ministero e alle relative autorita’ di alto livello (Repressione Frodi, probabilmente Nas, ecc….) “penso proprio” che siano diventate oggetto di fitta corrispondenza “inquisitoria”.

Questo dichiarazione di guerra ha trovato poi grandi sostenitori nelle fila degli “amatori”, quelli della Confraternita del Balsamico Reggiano, riuniti sotto la “direzione artistica” del relativo Presidente.

L’urlo di battaglia era ed e’ tutt’ora una cosa del tipo: solo noi siamo i veri depositari della Tradizione! TUTTI quelli dentro al Consorzio sono degli industrialoni cattivi! Il Consorzio non ha tutelato la qualita’ del prodotto Tradizionale! Consorzio = cacca! Ecc… ecc…

Passa poco piu’ di un anno e la “fitta corrispondenza inquisitoria” ottiene verosimilmente i suoi risultati. I Nas escono ad inizio 2007 e cazziano di brutto alcuni produttori. Qualche mese piu’ tardi (!!!!), salta fuori il super scoop dei giornali locali che vi ho riportato paro paro su questo blog.
Quotidiani che hanno tralasciato il fatto che anche altre aziende erano state bloccate nell’imbottigliamento o comunque subito un altri proveddimenti.
Ne hanno la peggio, soprattutto dal punto di vista dell’immagine visto l’accanimento mediatico dei suddetti giornali, sia quel nuovo produttore che da un giorno all’altro imbottigliava piu’ di tutti sia un produttore storico che nessuno avrebbe mai sospettato.

Aldila’ delle considerazioni sulla professionalita’ della Stampa, che possiamo tranquillamente parificare alla lucidita’ che possono avere dei gatti “in amore”, e’ doveroso precisare cosa e’ stato contestato dalle autorita’:
– al “neo-produttore” il fatto di non riuscire a giustificare tutta quella giacenza di prodotto dichiarato come Tradizionale quindi “affinato” (oltre i 12 anni) ed “extravecchio” (oltre i 25 anni) (irregolarita’ formali)
– presenza di solforosa nel Tradizionale quando il disciplinare non ne prevede l’AGGIUNTA (occhio, l’aggiunta! non la presenza)
– piu’ altre amenita’ tipo locali di produzione senza autorizzazione sanitaria, prodotto Dop imbottigliato tenuto in locali non idonei
– all’altro produttore sempre delle irregolarita’ formali, idem per la solforosa e penso basta.

Bisogna quindi precisare, a scanso di equivoci che non c’era niente che riguardasse la qualita’ e salubrita’ intrinseca del prodotto MA SOLO E SOPRATTUTTO dubbi sulla PROVENIENZA che, nell’ambito di una DOP, e’ cosa di VITALE IMPORTANZA.
Sempre per chiarezza, il Tradizionale o viene da Reggio o da Modena, e’ difficile che prodotto che passa l’esame organolettico, sia fatto altrove, la “giacenza occulta” del territorio si gioca in queste due province.

segue …

ENGLISH VERSION ————–
The first day of the year we treated ourselves to an unworthy pizza at the Rossopomodoro of Reggio Emilia. My crowd; Andrea Melody-hardRock Zanna and Marco Rufus Parmi.
Maybe because of the fact that we had to give up on the movies due to overbooking of the movie we had chosen, maybe because of the terrible pizza(my personal opinion), or better that lousy typical feeling you get on the first day of a new year…however we inevitably began discussing on Italy’s problems, the world’s, the universes’ etc….in an atmosphere of cosmic negativity that even the greatest optimist around would have become unmotivated.

Politics, nature, values, culture, tv, radio, internet, people, animals, women, the relationship amongst these and whatever else, we didn’t spare anyone, including ourselves!

This negative anxiety became however helpful, every now and then it’s actually a good idea to come down and see how things actually are.

Thus, just to start off the new year with a tad of an outing, and make points clearer, I’m guilty cause I should have done this last year, I need to get to the bottom line of a few matters.

1. Balsimicland, a.k.a., hypocrites fest, a.k.a. the consequence of a monopoly that fell.
I’ll try reassuming what happened, ACCORDING TO ME, in the balsamic world in the last few years. For those who want to get bored….follow me…..

The consortium was founded and began working in the mid ‘80’s. In those years the extra old Gold with minimum 25 years aging was already being bottled. The criteria used to obtain the gold mark were simply organic standards created by randomly using bottles they were certain had been aged for long.
In order top put their produce into these precious bottles all producers needed to be signed up in the consortium.
Ever since the DOP(Protected Designation of Origin), ( which until now has only been a problem….) from certification to effective functioning, from 2002 to 2003 , documents certifying that the barrels the and product within went form 12 to 25 ( the two levels recognised by our law, refined, lobster mark, 12 years, minimum, 240 points and extra-old, gold mark, 25 years minimum, 300 points and silver is an intermediate level which certifies an in between stage and is fixed at exactly 270 points) years old were also required.
Also, considering that the DOP is a European certification, “protecting” this product was not only of interest to the Consortium but of an institution that in a certain sense was above the lines and had to check up on those within the Consortium but also independent producers that could obtain this certification if they followed the same rules.

to be continue…

Riassunto delle settimane precedenti 1

Scritto 11 anni fa

Il tempo passa inesorabile e come ridere sono volate gia’ due settimane dall’ultimo post.
Nel frattempo in Acetaia sono accadute tante cose che vado lesto lesto a report-arvi in rigoroso ordine sparso:

1- IL CORSO BASE DI CONOSCENZA E DEGUSTAZIONE DEL VINO BY
SANDRO SANGIORGI (PORTHOS).

E’ stato come mi immaginavo, anzi, piu’ concreto di quanto m’immaginassi. Quelli che avevo paura fossero concetti irraggiungibili per buona parte dei corsisti sono stati in realtà, POCHI e CHIARI concetti base imprescindibili. Il tutto condito da musica, poesia e grande capacità comunicativa e dialettica. Grazie Sandro!

Le immagini sono ad opera di Alfio … che con la scusa di fare alcuni scatti durante “un” corso di degustazione, si e’ fatto 4 o 5 cinque serate su 6! 🙂
Meglio di certi corsisti 🙁

A proposito, ecco gli annunci degli Oscar del Corso

a- Miss puntualità

La dottoressa Lorenza Cremeria!

b- Mr “problematiche agro-economiche” e “voce dalle quinte”

Luca Girasole 10.000maiali Bertacchini!

c- Miss “amante del Gavi”

Barbara!

d- Miss “partecipo-meno-del-fotografo”

Laura Ais Zini!

e- Miss “astemia convertita all’acol”

Elena!

f- Premio “sopravvissuto all’aula (stalla) gelida”

A tutti gli intervenuti!

L’ultima sera e’ stata la volta dell’ “abbinamento cibo-vino”. E’ stata senza dubbio la serata piu’ sbragata e non abbiamo fatto una figura molto seria con la delegazione di Fudenji (M. Taiten Guareschi, Rosella e amica) invitata come ospite; pero’ penso che l’atmosfera si sia percepita, la qualità del tutto sia venuta fuori comunque.

Come già anticipato qui, l’ultima serata del corso e’ stata l’occasione per inaugurare la C.G.M (thanks Napo!) e cioe’ la “Cantina del Gatto M”. Cosi’ come l’Acetaia tutta, nel lontano 2005, è stata inaugurata da e con il Maestro Guareschi, anche la CGM non poteva essere da meno..

Taglio del nastro (da pacchi)

Un bell’applauso!

E la Cantina del Gatto M e’ pronta per rallegrale le vostre papilluzze gustative …

La performance di Napo

Scritto 11 anni fa

Ebbene si, non poteva mancare la performance finale che Napo ha regalato ai suoi ospiti a notte fonda…

Si tratta di 8 spezzoni. Metto solo il primo giusto per dare il via alla presentazione.

Ah! Lui e’ quello a destra con gilet e camicia bianca, un po’ nascosto dietro il fratello che devo dire regala notevoli emozioni.

Da notare il padre che, tenerissimo, balzella da una parte all’altra e non ci sta piu’ dentro 🙂

Per gli altri, seguite i link e buon divertimento.

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Wine Spectator e il cibo

Scritto 12 anni fa


Scartabellando qua’ e la’ ritrovo wine spectator di settembre, preso negli Usa, tenuto da parte per il semplice fatto che, come raramentissimamente avviene, prende in considerazione con un’ampia rassegna la questione “food”.

Ebbene, analizzando le principali cucine del globo, non poteva non considerare quella italiana …

E nella cucina italiana, chi e’ il resupremoinsuperabileinfinto? 🙂

Eh gia’, proprio lui.
Vediamo un po’ qual’e’ il mesaggio Balsamico di una delle piu’ influenti riviste del settore (anche se specifica su vino).

“… True Balsamic Vinegar – aceto Balsamico Tradizionale, balsamico for short – isn’t really vinegar. It’s a superconcentrated, intensely flavored condiment… ”

isn’t vinegar? it’s a condiment? DIECI E LODE!!!

“… condiment that is aged, sometimes more than a century … “

Vabbe’ dai non esageriamo

” … and costs hundreds of dollars for a 100 ml bottle, far cry from industriale, or commercial, balsamic vinegar that can sell for as little as $3 a bottle”

Un pannolino per favore 🙂

“Balsamico starts with the juice of grapes, primarily Trebbiano, simmered to concentrate the flavors and caramelize the sugar. Once cooled, it ferments, then goes through acetification the same way vinegar does.”

Bravi!

“… Controlled under Italy’s Denominazione di Origine Controllata (DOC) … “

Az’! Nessuno e’ perfetto! E’ DOP

“… balsamico may only be made in the provinces of Modena and Reggio, in the region of Emilia-Romagna, in order to be labeled Tradizionale”

Az’, bravi comunque.

“In Modena, vecchio (old) balsamico must be at least we 12 years old, extra vecchio at least 25”

9! (se dicevano “affinato” al posto di “vecchio” era da 10 e lode)

“In Reggio, Tradizionale, qualita’ superiore and extra vecchio are the ascending levels of quality”.

Attenzione! Scatta il rimando a settembre (anzi, il debito formativo)

“In recent years, there has been a rise in artisanal, or “condiment quality”, balsamico.”

Bravi, aggiornati.

“Because these don’t go through the DOC certification process, their quality can vary widely”.

L’articolo finisce poi con alcuni consigli d’uitilizzo.
Comunque bravi. Scommetto che alcune riviste italiane non hanno le idee cosi’ chiare. Guardero’…

E per finire, la mail di complimenti con due piccole precisazioni che ho inviato a Wine Spectator.

Vediamo se rispondono.