Fienile in Fermento

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"These crazy Italians were deliberately miscolouring various familiar foods in order to discombobulate their dinn... amzn.eu/beYlCun

Circa un mese fa

Roba Da Màt

Il Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia … a Modena!! :-O

Scritto 9 anni fa


Ebbene sì, come anticipato sull‘ultima newsletter dell’Acetaia (a propò, qui per iscriversi), martedì ci sarà uno di quegli eventi che rientreranno nella storia del Balsamico Tradizionale.

Infatti, grazie all’organizzazione scrupolosa di Alessandro & Nicola, alias La Grande Abbuffata, martedì 21 si terrà nel cuore di Modena, al ristorante neo-stellato L’Erba del Re, una serata dedicata all’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia (dell’Acetaia San Giacomo).

Avete capito bene, Modena apre le porte al Balsamico dei cugini testequadre.

Dopo questo, tutto è possibile.

Ci sono ancora un paio di posti disponibili, fatevi avanti per l’evento del secolo! 🙂

L’Aceto Balsamico di Modena è IGP. Dobbiamo esserne felici?

Scritto 9 anni fa
La risposta di petto e’ … bah! :-/

Se bisogna essere contenti che un prodotto che può essere
– fatto con (8) vitigni coltivati in tutto il mondo
– affinato (anche solo per un giorno) a Reggio Emilia o a Modena
– imbottigliato ovunque
e si possa chiamare
“Aceto Balsamico di Modena”
allora qualcosa non mi quadra.

Sto lavorando al post per i feticisti dei dettagli (a parte me, il mio psicanalista)
a presto aggiornamenti.

I prodotti e le idee che ci hanno clonato e spunti da copiare

Scritto 9 anni fa


2001 (anno più anno meno):

Dai laboratori di Acetaia San Giacomo e Montecurto nasce la prima Gelatina di Balsamico della storia.

2003 circa: iniziano ad arrivare le prime copie. (e potremmo pure dire che tutta l’ondata di “Glasse” è partita da qui)

2003 (anno più anno meno):

Dalle menti malate dell’Acetaia San Giacomo e dalle mani di Giacomo Boidi, alias Giraudi, nascono i Cioccolatini alla Gelatina di Balsamico

Solo uno, il sig. Malpighi, aveva fatto cioccolatini con Balsamico prima, ma il concetto era diverso. Noi una gelatina in purezza, loro la “goccia” liquida.

Hanno subito un buon successo. Mi chiamano dalla Nestlè, Nespresso per l’esattezza, perche’ interessati per un eventuale abbinamento ai caffè.

Prima di partire per Losanna, sede di Nespresso, vado da un’avvocata a Bologna esperta in brevetti, marchi e diritto industriale. Niente da fare, l’ “idea” non è tutelabile. Vabbe’, in ogni caso alla Nespresso non li volevano perchè costavano troppo (quando ho sentito il loro target di prezzo mi sarei alzato senza farglieli nemmeno assaggiare).

200equalcosa: diversi “Cioccolatini alla gelatina o crema di Balsamico” escono sul mercato.

2005: dalla mia mente malata parte il progetto “Adotta una Batteria!“.


Il progetto ha un ottimo successo. In un paio d’anni lo spazio disponibile si esaurisce e gli “adottanti” vengono anche da oltre oceano.

2008/09: l’idea, mai vista prima, viene pedissequamente copiata dal progetto “Banca Aceto“.

Una rapida occhiata ed analisi al contenuto del progetto mi porta a ripetere un milione di volte, stile mantra, “non ci credo” – “non ci credo” – “non ci credo” – “non ci credo” tra lo sbigottito e una giusta dose di autocompiacimento per la serie “ve lo dicevo che era una figata e che ci sarebbe da fare un minibusiness solo su questo“.

Ho già velocemente buttato giù alcuni passaggi in virtù dei quali penso che l’idea e la comunicazione dei contenuti sia stata copiata.

Non mi rimane che porgermi alcuni quesiti che ti prego di aiutarmi a risolvere:

1- ma perchè invece di “fare finta di niente”, non hanno cercato una collaborazione così

a: spendevano meno di agenzia
b: non avendo più posto in Acetaia, gli mandavo i miei clienti
c: dove sta la propria “onestà intellettuale” quando si dice “è un’idea unica, originale“?

(penso che) il futuro non sia coltivare il proprio micro-orticello ma condividere.

2- in generale, come nei casi dei 2 prodotti testè citati, riconducibili alla fine più ad IDEE (nella fattispecie “ricette”) che a COSE INNOVATIVE (brevettabili), COME si ci può tutelare?
E’ proprio vero che non esiste nessun mezzo?

ps: come fanno altri (anche qui) non ho nessuna paura a mettere giù le mie idee o i progetti che sono ancora da sviluppare.
In particolare vorrei segnalare qualche idea nuova a chi volesse partire, una volta tanto, prima di noi e non copiare dopo:

– inizieremo batterie di Balsamico Tradizionale in Biodinamica. Nessuno l’ha mai fatto.

– la sferificazione del Balsamico. Qualcuno ci ha già pensato? Ah! vi dico subito che l’acidità potrebbe essere un problema

– il FiorDiSaba (questo è un marchio che potrebbe essere registrato) è un prodotto che un paio di anni fa ero pronto a far partire ma non ho trovato fornitori di petali di fiori adatti. Qualcuno vuol partire nel frattempo? Per fare prima consiglio di prendere le essenze di fiori che è meno complicato 🙂

pps: l’idea del Panettoncino al Balsamico NON l’abbiamo inventata noi! I primi, che io sappia e se non mi ricordo male, sono stati quelli di Fattoria Estense. Grazie per l’idea!

Quando il Gambero Rosso segna svolte epocali

Scritto 9 anni fa


20 anni fa, quando mio padre diceva che faceva “Balsamico di Reggio Emilia” gli ridevano in faccia.

Pian piano “quello di Reggio” si è fatto conoscere sempre di più e a detta di molti (qui addirittura un modenese, poi Raspelli financo a
Paolo Marchi su Il Giornale) è quello che si è sputtanato (si può dire?) meno rispetto a quello dei cugini di Modena.

Nel frattempo, su qualsiasi media, quando si parlava di Balsamico
a- era fatto SOLO a Modena
b- se si parlava di Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, le foto erano sempre e comunque quelle del Balsamico di Modena

Basti pensare che sulla segnaletica stradale delle Strade dei vini e dei sapori di Reggio Emilia , il pittogramma che identifica la presenza di un’Acetaia è proprio la stilizzazione della famosa bottiglietta di Giugiaro, quella del Balsamico Tradizionale sì, MA di Modena.

Tutto questo fino ad oggi, fino a quando, grazie ad apposite segnalazioni non scopro che a pagina 17 del Gambero Rosso di questo mese, avviene di fatto la svolta epocale, il sorpasso, in termini di immagine ed immaginario, del Balsamico Tradizionale Reggiano rispetto a quello di Modena.

Se poi volessimo esagerare, potremmo anche fare un paio di pensieri sul fatto che il Balsamico in questione, è mio 🙂

Si tratta certamente di un refuso ma dal valore simbolico incredibile.

Per cui grazie di cuore Gambero Rosso, questa pagina entrerà nella storia del Balsamico! 🙂

ps: si poteva anche argomentare questo lapsus dicendo che il “Balsamico senza segreti” era quello di Reggio Emilia e dell’Acetaia San Giacomo, ma poteva risultare troppo stucchevole 🙂

pps: non è che io ce l’abbia con i modenesi, anzi!
Uno dei primi corsi sul Balsamico lo feci a Spilamberto, alla Consorteria. E fu bellissimo.

pps: il Ducato di Modena e di Reggio Emilia, è stato un “unico territorio” per più di 400 anni.
Che si sappia: secondo me non ha senso parlare di prodotti diversi. O meglio, sono prodotti diversi intimamente, poichè come ogni prodotto della natura, ogni famiglia, ogni singola botticella dà vita ad un Balsamico diverso, ma hanno un’unica origine, un unico territorio, una unica matrice storica.

Bonus link: il filmato sul Balsamico Reggiano (da notare la dolcezza di certi commenti modenesi 🙂

Minisfogo a piede libero di fine anno

Scritto 10 anni fa

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Ci stiamo lasciando alle spalle un 2008 che non è stato sicuramente facile e, come se non bastasse, quello che arriva non promette niente di buono.
Piuttosto che essere clamorosamente pessimista preferisco però pensare che, in situazioni come queste:

a- si possono trovare ottime opportunità
b- ci sarà una sorta di “selezione naturale“. Un po’ di pulizia insomma.

E’ assistere allo sgretolarsi di colossi bancari ed industriali così, dal giorno alla notte, che di fatto ti mette di fronte alla mancanza di certezze.
La completa instabilita’ di un sistema che sembrava solido ed inamovibile ci ha fatto tremare un po’ tutti. Colossi che come un nonnulla esplodono lasciando buchi pari a PIL di intere nazioni: “urka che botto!”.

Tutto ciò che sta accadendo ci mette di fronte alla constatazione che “il sistema” è, al contrario di quanto si pensi, assolutamente, delicatamente, profondamente instabile, tutto può essere messo in discussione.
E questo, a mio parere, è a dir poco liberatorio.
E’ solo se viene meno la terra sotto i piedi che si può verificare se si è in grado di volare 🙂
Se è vero infatti che così impostato il mondo penso che sia …ehm.. vediamo …. “come una macchina sportiva che a tutta velocità è diretta contro un bel muro di cemento armato” … si puo’ forse intravedere la remota possibilità che qualcosa possa cambiare. Già, yes we can! 🙂

Domande esistenziali:

Ma che senso ha un’economia che gira sui terminali? Che non genera alcuna ricchezza reale?
C’è chi trasforma vari pezzi di ferro in un trattore, un legno in un mobile, la luce del sole in vino ed allora è giusto pagare per questa trasformazione e creazione di nuova ricchezza.
Ma che senso ha, fare soldi girando posizioni debitorie? Sfruttare leve finanziarie ed effetti moltiplicatori malati che esistono solo a livello virtuale?

Che senso ha un’economia dove chi gestisce società, alla peggio anche pubbliche, non ha responsabilità comparata a quello che guadagna?
Mi hanno insegnato a scuola che ci deve essere un sistema di pesi e contrappesi, altrimenti un’azienda, un’economia, un sistema non ha senso.
Io imprendo, rischio di mio ma con la possibilita’ di guadagnare di più rispetto ad un impiegato.
Se va bene ok ma se va male, sono ca**i miei. E che ca**i!
Invece qui si assiste a persone che gestiscono aziende, guadagnano cifre mai viste e magari con risultati pessimi, senza una logica di lungo-periodo ma al contrario, di arraffa-arraffa il più possibile finchè ghe n’è.

L’organizzazione economica italiana col maggior fatturato ha solo un piccolo problema, è illegale. E allora che altri discorsi servono?

Una grande tristezza mi assale pensando a queste cose. E, tra i buoni propositi dell’anno che viene, c’è quello di ascoltare meno TV, radio ecc.. a meno che qualcuno non inventi una trasmissione di sole notizie buone!

Per quanto riguarda noi:

1- l’Acetaia chiude praticamente pari rispetto all’anno scorso. Ho solo l’impressione che pian piano si riescano a rendere più efficenti certi aspetti e quindi, più redditizia la gestione. Al solo pensiero che l’evasione dell’ordine nei primi anni di vita veniva fatta nel giro di “qualche settimana”, mi viene veramente voglia di fare Santi-subito tutti quelli che nonostante tutto hanno continuato a comprare senza mandarci a fanc’ immediatamente 🙂

2- Sottoscrivo appieno il problema evidenziato da Gianpaolo, per quanto riguarda i pagamenti da parte dei clienti. In Italia è sempre più difficile:
a- essere pagati
b- esserlo in tempi decenti
Il chè genera a sua volta difficoltà per noi nel far fronte agli impegni presi.
Già il 2008 è stato un anno di discreta potatura dei clienti “difficili” con un discreto beneficio immediato.

3- La Bottega del gatto M cresce e qui attorno ci si accorge sempre di più che … “esiste un’Acetaia!”.
Un po’ “colpa” nostra perchè la politica “zero-pubblicità-a-pagamento” di certo non aiuta ma è nostra intenzione andare avanti soprattutto con il passaparola, con i suoi pro (mezzo super efficace di marketing-virale) e i suoi contro (tempistiche assolutamente random) = chi è stato bene in Acetaia, se ne parla ci fa un favore! Grazie! 🙂

4- da anni nel cassetto c’è un progettino di commercio on-line. Il 2009 può essere quello buono.

5- il travaglio interiore mi porta a voler approfondire sempre di più l’aspetto del biologico e, per quanto possibile sul Tradizionale, anche il biodinamico. Vedremo…

Conclusione

tutto è in cambiamento, questo è l’unico insegnamento che posso seguire, quindi bisogna essere flessibili sì, ma nella propria intransigenza qualitativa.

Nel nostro settore si assiste al crescere fungineo di “nuove acetaie”, impostate su operazioni di marketing estremo, soprattutto grafico.

Vorrei che ci fosse un ritorno:

a- alla Tradizione che deve necessariamente esserci alla base di una produzione di Balsamico

b- al prodotto

purtroppo non sarà così perchè nonostante gli sforzi ciò che premia ancora nel mondo del Balsamico sono

1- grandi densità dei prodotti a basso prezzo per intenderci dei “condimenti” (l’evoluzione nonchè punto di arrivo di tale processo e’ la fantastica “Glassa” – noi quando facemmo, nel 2001, la gelatina, era solo per gioco! non pensavo si arrivasse a questo!),

2- belle confezioni indipendentemente dal contenuto (ma comunque deve essere DENSO).

La ricerca di una piacevolezza estetica (delle confezioni ecc…) penso che debba essere obbligatoria, per noi perlomeno, LO E’, proprio perchè il nostro vivere è innanzitutto estetico-simbolico (anche se non ce ne rendiamo conto), MA la china di un’estetica-vuota (senza un’equivalente qualità produttiva) è dietro l’angolo ed è per questo che la nostra mente critica deve essere sempre sull’attenti,
anche se si compra una confezione dell’Acetaia San Giacomo! 🙂

Buon anno a tutti!

—————-
Now playing:
Paolo Conte – Leggenda E Popolo

La 5^ parte del documentario su “L’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia”

Scritto 10 anni fa

E cioe’ quella relativa alla “Maturazione ed invecchiamento”.

A dir poco infervorato dal successo che sta ottenendo il filmato in questione (questa settimana in home page su Youtube.it) aggiungo la 5^ parte.

Vi consiglio di leggere i commenti al primo episodio del filmato, e’ meraviglioso vedere come i modenesi letteralmente perdano il controllo per questa cosa 🙂

L’inizio e’ qui con i riferimenti agli altri video. Anzi, chi sapesse se c’e’ un modo per “collegare” diveresi spezzoni dello stesso filmato su Youtube, e’ pregato di farmi sapere qualcosa please!

Una vacanzina (ma sempre sul pezzo)

Scritto 10 anni fa
A brief vacation (but I’m always working)

La settimana scorsa ero qui
This is where I was last week

And more pics on Flickr

Ma nonostante questo ero sempre sul pezzo e guarda un po’ cosa ti salta fuori nella botteguccia di prodotti tipici …
Being that I’m always careful, look at what I found in a small typical shop…..

Ora, a parte il coacervo di numeri impressi sulle etichette, che sono sempre un gran bel vedere 🙁 abbiamo anche un bel “Balsamico di Cannonau” (fatto pero’ da un produttore di Modena che devo identificare tramite il numero API).
Now, besides the mess of numbers on the tags, which are always a pleasant sight….not….we also have a Balsamic of Cannonau (made by a modenese producer that I have to identify through the API number).

Vabbe’, meglio rinfrancarsi con altre visioni …
Ok, it’s better to freshen up with other images…..

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