Fienile in Fermento

twitter.com/andreabez

"These crazy Italians were deliberately miscolouring various familiar foods in order to discombobulate their dinn... amzn.eu/beYlCun

Circa 4 mesi fa

Roba Da Màt

La magia della pubalgia?

Scritto 10 anni fa


E che c’azzecc’ un dente del giudizio con la Pubalgia?
Secondo lui, c’azzecca eccome.
L’ho conosciuto e visto per la prima volta alle 10 di ieri mattina, giusto per chiedergli di leggermi delle lastre ai denti, su consiglio di un osteopata, e alle 11,30 ero fuori dal suo studio con una garza in bocca e un dente del giudizio in mano.
Come dice Davide, meglio che la colpa della Pubalgia sia dei denti del giudizio piuttosto che dei testicoli (non ha detto proprio proprio “testicoli” ….. 🙂

riepilogando, tutto deriverebbe da: 3 denti del giudizio da togliere, 1 bite da mettere, terapia di logopedia per imparare a deglutire (nomination al premio “roba da mat 2008”) e …. attenzione alle leggende … in un mese e mezzo torno a correre come se niente fosse!!

Leggendaaaaaaauauauauaaa!!

The pubalgia’s history is here:
– la puntura sul pube
– ottimismo di inizio anno

—————–

What does a wisdom tooth have to do with my athletic pubalgia? According to him it has a lot to do with it.
I met and saw him for the first time yesterday morning, just to ask him for his opinion on some x-rays taken of my mouth, which the osteopath advised me to have analysed, at 11:30 a.m. I was outside his office with a gauge in my mouth and a wisdom tooth in my hand.
As Davide says, it’s better that this athletic pubalgia is forcing me to get a tooth pulled out than needing to have my testicles pulled out.

reassuming it all depends on: three wisdom teeth that need to be pulled out, a Bite I should wear, logopedical therapy that should teach me to swallow in the right manner and………….pay attention to this next legend……..within a month and a half I should start running as if nothing ever happened!!

The pubalgia’s history is here:
– a shot on my pubic area
– new year’s optimism

Nicolas Joly tra anticipi e sgambetti

Scritto 10 anni fa

Una conferenza in bianco e nero, anzi, a tinte fosche. Infatti, di tutto, non ho capito perche’:

a- la conferenza e’ iniziata con un’ora di anticipo (!!) si’! anticipo … non si sa perche’ ..anzi, e’ iniziata quando gli tirava a loro, cosi’, perche’ siamo tutti artisti! e perche’ a quanto pare non c’era nessun orario da rispettare (nonostante sull’invito un orario ci fosse scritto).

Quindi subito complimentoni! anzi, scomoderei la capretta di Pasqua

b- Nicolas Joly dopo essere stato “scoperto” e lanciato in Italia da Porthos (ero tra i temerari che assistettero a Roma, penso nel 2004, alla sua prima conferenza nella sede della rivista di Sandro), ha capitalisticamente deciso di proseguire il suo cammino con mamma slowfood. Senza dubbio si vendono piu’ copie del libro! ma in quanto a coerenza … aiuto! E viceversa! (Petrini, per quel che mi risulta, guardava con sufficienza sia a Joly che, ad esempio, a Maule).

Qui, quello che pensa Sandro a tal proposito (troppo british secondo me, io avrei scomodato ancora la capretta pasquale)

c- nonostante la grande, immensa, capacita’ suggestiv-comunicativa di Petrini (alla fine del discorso, minuti ininterrotti di applausi e pugni chiusi che si stagliavano al cielo, spettacolo!!), ribadisco la sensazione di fastidio che provo di fronte all’ennesima operazione che oggi vede sfruttare a mo’ di moda, la corrente “Biodinamica”.
A maggior ragione adesso che e’ saltato fuori anche lo “scandalo” vino contraffatto e vino non original… (qui, giusto per approfondire, una visione “controcorrente” a tal proposito).

A mio modesto parere, benissimo per il distributore Carcano e la sua Velier che hanno palesemente e trasparentemente finalita’ commerciali, ma anca no per slow food, che una volta macinata queste di mode, chissa’ verso quali lidi si dirigeranno …. sexfood mai eh?? :8)

w le tinte fosche!

Aspettando le visite ispettive

Scritto 11 anni fa

Da quando e’ scoppiata un po’ tutta il bailamme sul Balsamico (il Balsaimme?), e’ normale vivere con quella sana tensione propositiva (terrore) per una visita ispettiva da parte dei Nas (anche se io vorrei i Ris4 che mi piacciono molto).

Dalla settimana scorsa si aggiunge l’attesa degli ispettori della Repressione Frodi.
Sembra che abbiano una bella lista di 80 e passa Acetaie tra Reggio e Modena da verificare NON tanto per quanto riguarda l’aspetto produttivo MA, badate bene … per la denominazione/etichettatura dei Condimenti.
Ma come? Che c’azzecca? E’ storia vecchia che il Condimento (quel prodotto “figlio di nessuno”, senza tante regole ecc.. ma che fa la fortuna di tante Acetaie) non si potesse accostare al termine “Balsamico” + altre caratteristiche tali da poter trarre in inganno e confonderlo con il Tradizionale (o il Balsamico di Modena industriale). In questo senso la sentenza a sfavore di Cavalli e Picci di inizio anni 90, era l’unica decisione in merito.

La cosa “buffa” e’ che da quel momento, con ogni buon proposito possibile, era stato costituito un “Consorzio per il Condimento Alimentare Balsamico” (entrarvicisivi tra l’altro costava qualche migliaia di Euro …!!) proprio per arrivare a dare un riconoscimento, un disciplinare, una “dignita’ ufficiale” al Condimento.

Ebbene, dato che una gran ufficialita’ non e’ mai arrivata (chenneso’, dal Ministero ad esempio), tutti quelli che hanno aderito a quel Consorzio ed hannno osato chiamarlo Condimento (alimentare) Balsamico o che cmq abbiano utilizzato impropriamente il termine “Balsamico”, si vedranno notificare una sanzione di qualche migliaia di euro.

Noi abbiamo adottato la strada del “fai da te”, nel senso che i nostri Condimenti si chiamano con nomi di fantasia: Condimento San Giacomo, Agro di Mosto, Essenza ad esempio.

Ma solo perche’ abbiamo una gran fantasia 🙂

Vedremo se dovessero rilevare “altri elementi” che potrebbero trarre in inganno.
Spero di no, visto gli sforzi che facciamo per essere ” un po’ ” trasparenti sulla questione!

Intanto accendiamo ceri ed incensi propiziatori … il tutto, sia chiaro, solo perche’ NONOSTANTE NOI SI SIA IN REGOLA IL PIU’ POSSIBILE … se c’e’ un’ispezione c’e’ quella convinzione popolare-radicata che “comunque vada, qualcosa lo tirano fuori!”

—————– English Version

Awaiting the Inspectors!!
Ever since this chaos on traditional balsamic vinegar exploded, I believe it’s normal to live with that anxiety on the arrival of the NAS’ inspective visit. (“U.S Food and Drug Administration” (FDA)and in UK “Health and Safety Executive” (HSE).
From last week onwards we have also been waiting for the fraud repression inspectors.

Apparently they have a list of 80 or more Acetaie between Reggio e Modena to check on, NOT to control and check on production BUT, pay attention: regarding the denomination-tagging of condiments.

What? What do condiments have to do with this? It’s an old story that Condiment (product that doesn’t have clearly defined “parents” but that means safety for many Acetaie) can’t be called Balsamico or look like it, have characteristics similar to the Traditional Balsamic Vinegar that could “trick” buyers confusing them with the original. In this sense the verdict against Cavalli and Picci in the early ‘90’s was the only decision made concerning this matter.
The funny thing is that ever since that day, with positive intentions, a consortium was created “
Consortium for the Balsamic Condiment
” (becoming part of it cost some thousand euros….!!!) in order to give an official recognition and “official dignity” to all Condiment.

Well, since this official moment never arrived, all those who were part of the Consortium and dared calling it Balsamic Condiment or used the term balsamic inappropriately will receive a sanction of some thousand euros.
We did it our way, in the sense that our condiments have made up names such as: San Giacomo Condiment, Agro Di Mosto or Essenza for example.
But only because we have a wild imagination!

Let’s see if they should find any other elements that could trick us. I hope not, since we do our best to be clear on the matter!
In the meantime let’s cross our fingers…..only because although we respect laws and rules as much as possible……when these inspections arrive there’s that feeling that “they always find something!!” 🙂

Un giudizio su i nostri cioccolatini

Scritto 11 anni fa

Ci sono settimanali che per noi produttori di cose mangerecce, sono dei veri e propri punti di riferimento.

Uno di questi e’ … Confidenze. 🙂


non fatevi trarre in inganno dalla copertina, i contenuti sono di altissimo profilo! :-/

Quindi secondo voi, il fatto che secondo una gentile lettrice-degustratice-ufficiale i nostri cioccolatini (detti anche BalsaCiocco), siano i meno buoni (un misero 6,5) tra i 4 assaggiati … e’ una cosa bella o brutta??


Io il mio personale pensiero ce l’ho, poi ve lo dico (e so gia’ di fare incazzare tutti i pseudo-proconsumatori)

————– English Version

OUR CHOCOLATES AND THEIR JUDGEMENT

There are magazines that to us, food producers, are extremely important and we see them as guides.
One of them is…..Confidenze 🙂


don’t let the cover trick you, the contents of this magazine is of very high level.
So, according to you, the fact that a kind reader and official taster of our chocolates (a.k.a. BalsaCiocco) says they aren’t as good as ( a miserable 6.5) the other four tasted….is this good or not??

I do have my own personal opinion on this, which I’ll tell you about later (and I already know that I’ll get all those fake optimistic consumers mad)

Chi ben inizia è a metà dell’opera (post lungo un anno)

Scritto 11 anni fa

Il primo dell’anno ci siamo concessi una pizza indegna al Rossopomodoro a Reggio Emilia, presso “I Petali” dello Stadio Giglio. Miei compagni di merende erano Andrea Melody-hardRock Zanna e Marco Rufus Parmi.
Sarà stato il fatto di aver dovuto rinunciare alla visione di un film prescelto per overbooking, sarà stata colpa della pizzaccia (parere personale eh!), sarà stato, molto piu’ probabile, la classica malinconoia del primo dell’anno, rimane il fatto che il discorso e’ andato inesorabilmente ripiegando sui problemi dell’Italia, del mondo, dell’Universo ecc… in un’atmosfera di pessimismo cosmico imperiale che anche il buon Tonino Guerra dell’Unieuro sarebbe uscito demoralizzato…

Politica, ambiente, valori, costumi, tv, radio, internet, uomini, animali, donne, relativi rapporti e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, non abbiamo risparmiato nessuno, noi inclusi!

Questa angoscia si e’ rivelata tuttavia costruttiva, ogni tanto fa bene prendere atto della situazione seppur puzzolente, in cui ci si trova, per ripartire piu’ carichi che mai.

Quindi, giusto per iniziare all’insegna un po’ dell’outing, un po’ dello sfogo di fine anno ritardato, volevo precisare alcune alcune cose rimaste colpevolmente in sospeso durante il 2007:

1- questione “Balsamicopoli” detto anche, il festival dell’ipocrisia:

Innanziuttuto qui qualche link di riferimento: 1, 2, 3, 4, 5.
Provo a sintetizzare quello che e’ successo, AI MIEI OCCHI, nell’ambito del Balsamico Tradizionale in questi ultimi 20 anni. Chi ha voglia di annoiarsi mi segua …

Il Consorzio e’ stato fondato ed ha iniziato ad operare a meta’ anni 80. A quella data si imbottigliava gia’ prodotto Oro extravecchio, con minimo 25 anni d’invecchiamento. I criteri che servivano per ottenere l’agognato bollino erano semplicemente quelli organolettici creati (probabilmente) prendendo “a modello” Balsamici dall’invecchiamento risaputo e certo.
Tutti i produttori, per imbottigliare Tradizionale:
– dovevano obbligatoriamente essere iscritti al Consorzio
non erano necessarie documentazioni o cartacce varie
e tutti andavano d’amore e d’accordo perche’ regnava il buonsenso.

Altro aspetto interessante da tenere in considerazione era che a quel tempo ce n’era 1 e uno soltanto di Produttori che vivevano di solo Balsamico (al Tradizionale era ovviamente affiancato un Condimento Balsamico), per tutti gli altri il Balsamico Tradizionale era un accessorio rispetto ad un ‘altra attivita’ (vino, ristorazione, ecc…) oppure erano giusto amatori/produttori famigliari.

Quest’unico produttore, una delle Acetaie piu’ antiche e rinomate, era stato ovviamente anche tra i fondatori del Consorzio e uno dei primi ad esportare il prodotto in America.
Una sorta di monopolio MA in senso buono, cioe’ per forza di cose, chi aveva le botti poteva produrre senza tante altre formalita’.
Non c’erano altri a cui interessava la produzione di questo prodotto che era sempre stato ad appannaggio di amatori e che secondo una concezione prettamente economica, non faceva guadagnare.

MA I TEMPI CAMBIANO

Effettivamente di solo Balsamico Tradizionale NON si vive, e questo l’aveva gia’ sperimentato il, fino allora unico, “mono-produttore”; infatti il vero bisiniss era fatto con il Condimento.
Altri imprenditori si rendono effettivamente conto di come, aldila’ del Tradizionale che rimarra’ sempre per sua natura, LIMITATO, il Condimento INVECE NON ha potenzialmente limiti produttivi dato che di fatto e’ un prodotto senza disciplinari e lasciato alla discrezione del produttore. MA MA MA per vendere il Condimento, DEVI avere ANCHE il Tradizionale; cioe’, non e’ obbligatorio, ma fa parte del gioco:

“vede signora, io sono figo perche’ faccio il Tradizionale”
“si ma … costa tanto!”
“non si preoccupi, ho un prodotto che e’ quasi uguale ma costa meno”
“ah si, allora prendo quello”
oppure
“vede sig. mega importatore galattico, io faccio il Tradizionale”
“si vabbe’, ma neanche m’ impegno per vendere queste poche bottiglie e cosi’ care, che nessuno le capisce”
“non si preoccupi, ho un prodotto che e’ quasi uguale, ma costa meno e ce n’e’ quanto ne vuole”
“Figata!!”

NON SOLO, perche’ aspetto MOLTO importante era ANCHE che il mercato del Condimento era di fatto sguarnito, l’unico produttore aveva ormai un giro consolidato e l’assenza di competitors aveva fatto si’ che, giustamente, non c’era neppure bisogno di sbattersi per promuoverlo e farlo conoscere.

INFINE, sottilmente importante (anzi, aspetto fondamentale) il fino allora unico produttore, aveva un concetto del Condimento VERAMENTE ALTO: il Condimento doveva essere un prodotto:
– facile
– non eccessivamente denso
– che, indipendentemente dall’invecchiamento (che ricordiamocelo sempre, e’ assolutamente INVERIFICABILE = non fidarsi mai) non fosse confodibile, concettualmente e nell’utilizzo, con il Tradizionale


E NON un


(quasi)Tradizionale che per fare un favore a lei, povero consumatore indifeso, non abbiamo imbottigliato per risparmiare sui costi del Consorzio”


oppure (un-official version)

“tanto la gente non capisce un cazzo, basta dargli un prodotto denso che e’ contenta”
MA I TEMPI CAMBIANO.

Nuovi produttori intuiscono lo spazio aperto nel mercato ed entrano.
Il problema e’ che qualcuno entra A GAMBA TESA.

Il 2000 e’ l’anno del riconoscimento della DOP.

Dall’avvento della Dop (rivelatasi finora un gran problema e basta …) tra riconosciumento/registrazione ed operativita’ dal 2000 al 2002, il disciplinare chiedeva ANCHE una documentazione che certificasse che le botti e il relativo prodotto fossero vecchi di 12 e 25 anni e cioe’ i due livelli riconosciuti per legge: affinato=bollino aragosta=12 anni minimo=240 punti in degustazione ED extravecchio=bollino oro=25 anni minimo=300 punti
(l’argento e’ solo una prerogativa del Consorzio di Reggio Emilia che viene riconosciuto come punteggio di degustazione intermedio di 270 punti per l’esattezza).

Inoltre, essendo la Dop un riconoscimento europeo, la “tutela” del prodotto non era piu’ solo a favore del Consorzio, che si spoglia dell’autorita’ di controllo e tutela a favore del Ministero delle politiche agricole e forestali, ma di un Ente Certifcatore che puo’ quindi controllare anche produttori di UN ALTRO Consorzio, produttori esterni (indipendenti) e cosi’ via, purche’ rientrino nel disciplinare e nel piano di controlli = possono esistere, diversamente da prima, piu’ Consorzi (e’ quello che succede a Modena, v. qui e qui) o comunque anche produttori esterni (attualmente a Reggio c’e’ un Comitato di Produttori indipendenti)

Con l’introduzione della Dop (operativa da maggio 2002) il problema esistenziale era scegliere tra:

1
far imbottigliare Tradizionale SOLO a chi dimostrava con DOCUMENTI UFFICIALI (o, nella versione ammorbidita, anche documenti interni al Consorzio di rilevanza ufficiale come censimenti, autodichiarazioni durante gli anni degli iscritti ecc…) di aver avuto botti e prodotto da piu’ di 12 e 25 anni. Per documenti ufficiali intendiamo: fatture di acquisto delle botti di 12-25 anni fa e fatture/documenti di carico e scarico dei mosti per gli anni successivi.
E chi non fosse stato in grado di dimostrarlo, avrebbe dovuto aspettare, dall’anno zero i fatidici 12 e 25 anni.

oppure
2
far imbottigliare Tradizionale a tutti quelli avessero fatto un’AUTOCERTIFICAZIONE supportata da un CONTROLLO in Acetaia sulla reale esistenza di botti/prodotto e della relativa qualita’. Tipo: dichiaro sotto la mia responsabilita’ che ho tot botti e tot litri di prodotto di cui, una parte sotto i 12 anni, un’altra da 12 a 25 e un’altra oltre i 25.

Nel primo caso i produttori in grado di poter andare avanti fin da subito si contavano sulle dita di una mano (e noi fortuntamente c’eravamo) perche’ di fatto il 90 e passa% del patrimonio del Balsamico era di famiglie e nessuna aveva mai avuto ne’ l’obbligo (in quanto NON aziende) ne’ la possibilita’ (in quanto auto-produttori di mosto ad esempio) di tenere i fatidici documenti ufficiali.

Nel secondo caso (autodichiarazione+controllo) c’era un enorme rischio che entrassero in questa sorta di “zona franca” , detta anno zero, anche tanti neo-produttori autodichiaratisi vecchi o comunque, cosa piu’ importante, che entrasse una marea di prodotto Tradizionale del quale non si sapeva provenienza, invecchiamenti ecc..

Per intenderci questo quesito esistenziale e’ stato proposto anche a Modena e, le leggende del caso, dicono che certi abbiano dichiarato talmente tanto prodotto che a fare due conti sulla carta, quel tinello o soffitta, nel tentativo di reggere quel peso, si sarebbe dovuto richiudere su se’ stesso portandosi dietro tutta la casa 🙂

Questo problema poteva essere evitato con un rigoroso controllo da parte dell’Ente di Certificazione che ha gestito l’ “anno zero”. A suo tempo era la PAI. Non chiedetemi se tale controllo rigoroso c’e’ stato… tanto la risposta potete gia’ immaginarla (per chi non ha fantasia, e’ NO)

Ma torniamo al quesito fondamentale: solo documenti ufficiali o autocertificazione+controllo dell’Ente Certificatore? Perche’ e’ qui che e’ successo il patatrac …

La burocrazia e’ piu’ lenta del buonsenso e, mentre si perdevano ANNI a
– cambiare lo statuto
– cambiare il regolamento
– cambiare il disciplinare
-presentare il piano di controlli
– spiegare all’Ente Certificatore COSA doveva controllare (ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!ah!)
– attendere che l’Ente Certificatore andasse a visitare tutti
– attendere le relative approvazioni del Ministero
– ecc…ecc…ec…
nella VACATIO DOP che si era aperta, e’ successo un po’ di tutto, tipo che un neo-produttore e’ arrivato nel giro di qualche anno ad imbottigliare di piu’ del produtore storico e, con grande “freddezza commerciale”, accapparrarsi tutta quella fetta di mercato sguarnita del Condimento, aprendo veramente una stagione nuova.

Nonostante l’avvicendamento dell’Ente Certificatore, il nuovo prescelto era Suolo E Salute, scelto proprio con la speranza di fare gli indispensabili controlli, la situazione e’ proseguita allo stesso modo, cioè sono state ritenute perfettamente valide le dichiarazioni ammesse dal primo Ente Certificatore, sia perche’ (a sentire loro) erano obbligati a ritenerle valide in assenza di contestazioni ufficiali, sia perche’ (penso io) nessuno si voleva prendere la responsabilita’ di aprire il coperchio.

Questo decisione, la conferma della validita’ delle precedenti autodichiarazioni che legittimavano lo stato di fatto, ha dato il via a quella frattura che fino a qualche anno prima sembrava semplicemente inimmaginabile

Il produttore storico esce dal Consorzio portandosi con se’ altri due produttori e nel farlo “dichiara guerra” al Consorzio.

Essendo il Consorzio sprovvisto di Tutela (quel riconoscimento ufficiale del Ministero che lo fa diventare l’UNICO interlocutore verso lo stesso per tutte le problematiche relative alla Dop), il Ministero e alle relative autorita’ di alto livello (Repressione Frodi, probabilmente Nas, ecc….) “penso proprio” che siano diventate oggetto di fitta corrispondenza “inquisitoria”.

Questo dichiarazione di guerra ha trovato poi grandi sostenitori nelle fila degli “amatori”, quelli della Confraternita del Balsamico Reggiano, riuniti sotto la “direzione artistica” del relativo Presidente.

L’urlo di battaglia era ed e’ tutt’ora una cosa del tipo: solo noi siamo i veri depositari della Tradizione! TUTTI quelli dentro al Consorzio sono degli industrialoni cattivi! Il Consorzio non ha tutelato la qualita’ del prodotto Tradizionale! Consorzio = cacca! Ecc… ecc…

Passa poco piu’ di un anno e la “fitta corrispondenza inquisitoria” ottiene verosimilmente i suoi risultati. I Nas escono ad inizio 2007 e cazziano di brutto alcuni produttori. Qualche mese piu’ tardi (!!!!), salta fuori il super scoop dei giornali locali che vi ho riportato paro paro su questo blog.
Quotidiani che hanno tralasciato il fatto che anche altre aziende erano state bloccate nell’imbottigliamento o comunque subito un altri proveddimenti.
Ne hanno la peggio, soprattutto dal punto di vista dell’immagine visto l’accanimento mediatico dei suddetti giornali, sia quel nuovo produttore che da un giorno all’altro imbottigliava piu’ di tutti sia un produttore storico che nessuno avrebbe mai sospettato.

Aldila’ delle considerazioni sulla professionalita’ della Stampa, che possiamo tranquillamente parificare alla lucidita’ che possono avere dei gatti “in amore”, e’ doveroso precisare cosa e’ stato contestato dalle autorita’:
– al “neo-produttore” il fatto di non riuscire a giustificare tutta quella giacenza di prodotto dichiarato come Tradizionale quindi “affinato” (oltre i 12 anni) ed “extravecchio” (oltre i 25 anni) (irregolarita’ formali)
– presenza di solforosa nel Tradizionale quando il disciplinare non ne prevede l’AGGIUNTA (occhio, l’aggiunta! non la presenza)
– piu’ altre amenita’ tipo locali di produzione senza autorizzazione sanitaria, prodotto Dop imbottigliato tenuto in locali non idonei
– all’altro produttore sempre delle irregolarita’ formali, idem per la solforosa e penso basta.

Bisogna quindi precisare, a scanso di equivoci che non c’era niente che riguardasse la qualita’ e salubrita’ intrinseca del prodotto MA SOLO E SOPRATTUTTO dubbi sulla PROVENIENZA che, nell’ambito di una DOP, e’ cosa di VITALE IMPORTANZA.
Sempre per chiarezza, il Tradizionale o viene da Reggio o da Modena, e’ difficile che prodotto che passa l’esame organolettico, sia fatto altrove, la “giacenza occulta” del territorio si gioca in queste due province.

segue …

ENGLISH VERSION ————–
The first day of the year we treated ourselves to an unworthy pizza at the Rossopomodoro of Reggio Emilia. My crowd; Andrea Melody-hardRock Zanna and Marco Rufus Parmi.
Maybe because of the fact that we had to give up on the movies due to overbooking of the movie we had chosen, maybe because of the terrible pizza(my personal opinion), or better that lousy typical feeling you get on the first day of a new year…however we inevitably began discussing on Italy’s problems, the world’s, the universes’ etc….in an atmosphere of cosmic negativity that even the greatest optimist around would have become unmotivated.

Politics, nature, values, culture, tv, radio, internet, people, animals, women, the relationship amongst these and whatever else, we didn’t spare anyone, including ourselves!

This negative anxiety became however helpful, every now and then it’s actually a good idea to come down and see how things actually are.

Thus, just to start off the new year with a tad of an outing, and make points clearer, I’m guilty cause I should have done this last year, I need to get to the bottom line of a few matters.

1. Balsimicland, a.k.a., hypocrites fest, a.k.a. the consequence of a monopoly that fell.
I’ll try reassuming what happened, ACCORDING TO ME, in the balsamic world in the last few years. For those who want to get bored….follow me…..

The consortium was founded and began working in the mid ‘80’s. In those years the extra old Gold with minimum 25 years aging was already being bottled. The criteria used to obtain the gold mark were simply organic standards created by randomly using bottles they were certain had been aged for long.
In order top put their produce into these precious bottles all producers needed to be signed up in the consortium.
Ever since the DOP(Protected Designation of Origin), ( which until now has only been a problem….) from certification to effective functioning, from 2002 to 2003 , documents certifying that the barrels the and product within went form 12 to 25 ( the two levels recognised by our law, refined, lobster mark, 12 years, minimum, 240 points and extra-old, gold mark, 25 years minimum, 300 points and silver is an intermediate level which certifies an in between stage and is fixed at exactly 270 points) years old were also required.
Also, considering that the DOP is a European certification, “protecting” this product was not only of interest to the Consortium but of an institution that in a certain sense was above the lines and had to check up on those within the Consortium but also independent producers that could obtain this certification if they followed the same rules.

to be continue…

Auguri Balsamici dall’AcetaiO!

Scritto 11 anni fa


Per non perdere la Tradizione, anche quest’anno, come l’anno scorso, utilizzo un’immagine di Bob (Noto) per farvi gli auguri di buone feste ecc.. ovviamente la uso senza chiederglielo 🙂

Dopo il 25 tutto tace … se prima sembra che tutti abbiano il pepe (di Sarawak selezionato da Gianni Frasi ovviamente) al sederino, ora tutti inghiottiti dal buco nero dei giorni che separano Natale da Capodanno. Unico posto per incontrarsi, lungo le vie di campagna per una passeggiata di inutile smaltimento eccessi gastronomici e, ovviamente, in armeria per il doveroso acquisto di botti di fine anno 🙂

Ogni fine anno faccio sempre i miei personalissimi ringraziamenti, mentre ci penso, ne ho gia’ almeno due che mi escono da cuore:

1- un grazie dal profondo del cuore ai corrieri in generale ma in particolare a quelli dello sciopero strategico una settimana prima di Natale, che come una sbornia enorme, lascia postumi per settimane intere a seguire.
Le mie scuse ufficiali a quelli che hanno visto non recapitare in tempo i loro regali, nonostante si sia utilizzato il servizio superrapidogarantito. Come ad esempio Stefano di ArsColor.
Di nuovo e miei piu’ sentiti ^*°é*”£$%&? a tutti i corrieri che hanno contribuito e che ci hanno insegnato che per sicurezza bisogna spedire i regali di Natale per il giorno dei Morti.

2- alle autorita’ preposte alla tutela dei prodotti “tipici” per non aver fatto una mazza anzi, aver agevolato, la richiesta di IGP così com’e’ oggi passata a Bruxelles. Gli “industrialoni del Balsamico di “”””Modena”””””, per la maggior parte operanti neanche nella provincia, non sono loro i cattivoni del caso, loro hanno fatto solo il loro mestiere: chiedere che l’Aceto Balsamico di “”””””Modena””””” possa essere prodotto con 8 vitigni provenienti da TUTTO IL MONDO, imbottigliato in TUTTO IL MONDO ecc…. e poterlo ancora chiamare “Aceto Balsamico di Modena”, a quanto pare era nei loro interessi e cosi’ e’ stato, supportato e sbandierato come un successo anche dai politici locali … ad impegnarsi, una minchiata cosi’, sarebbe impossibile da ripetere! Complimenti e grazie ancora!

— English Version —
Balsamic Wishes from the Acetaio!

In order to continue traditionally, again this year, like the previous, I’m using Bob’s picture to wish you happy holidays and a happy new year, and obviously not asking him for permission.
After the 25th all is silent……if before everyone seems to be on hurry, now everyone is lost in the black hole that separates Christmas day from New Years. The only place to meet is along country side roads where we uselessly walk hoping to burn some calories or at the local gun store where we feel the need to buy fireworks for new years eve.

Every year I send my very private wishes, and while I’m thinking, I have at least two that come from the heart:

1. thank you goes to couriers more generally, but in particular to those who went on strike a week before Christmas….leaving traces like in an immense hangover for entire weeks.
My official sorry to those who didn’t see their gifts delivered on time although we used the ultrarapidguaranteed service. Like Stefano of ArsColor.
Again thanks to £$%%&/()? and all couriers that contributed in teaching us that, just in case, Christmas presents should be sent out on Halloween.

2. Those institutions, authorities that work to protect “typical” products that didn’t stop, but helped the IGP request that was approved today in Brussels.
Most of “Modena’s balsamic industrials” (found primarily out of the region), that can’t be blamed they only did what they had to, or rather, request that Modena’s Balsamic Vinegar can be produced using 8 varieties coming from the whole world, bottled in the whole world…..and still call it “Aceto Balsamico di Modena”, it seems that this was in their interest and they did it, supported and almost celebrated by local politicians as a successful victory….such crap can’t be easily repeated! Congratulations and thanks again!

E’ ufficiale … l’AcetaiO a UnoMattina!

Scritto 11 anni fa

Ebbene si … cercavo di tenerlo per me ma non ci stavo piu’ dentro.
L’emozione di poter conoscerli, era per forza da condividere con qualcuno …
Conoscere chi?
Lui

Ma soprattutto … LUI!!

Per chi me lo chiede, lunedi’ mattina lo saluto in diretta finche’ non mi fanno abbattere dalla sicurezza 🙂

Newer Posts
Older Posts