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"These crazy Italians were deliberately miscolouring various familiar foods in order to discombobulate their dinn... amzn.eu/beYlCun

Circa 2 settimane fa

Servizio pubblico

SemplicementeUva a Milano

Scritto 8 anni fa

Vedremo se l’inossidabile Paolini riuscirà nell’impossibile intento di unificare sotto un unico tetto i vignaioli naturali.

L’appuntamento è a Milano (zona Lambrate) il prossimo week end (da sabato a lunedì) per la manifestazione, alla prima edizione, Semplicemente Uva – la rassegna del vino (cosiddetto) naturale.


Ottime referenze tra gli espositori.

Noi saremo presenti, al fianco dei ragazzi di Real Group (sempre bello essere di fianco a mortadelle, prosciutti e salumazzi vari) per esibire le nostre mercanzie e per fare un’anteprima sugli Aceti di Vino naturali.

In più, dato che non ci facciamo mancare mai niente, sarò impegnato sabato sera per un classico evento “fuori-salone” presso la storica Enoteca Isola di via Paolo Sarpi.

Qui il link dell’evento che i grandissimi copy (noi) hanno intitolato “L’Isola Emiliana”. Orario, dalle 19 alle 22 una emilian-live-shesshion (detto con la “esse” emiliana) a base di Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, Parmigiano Reggiano e lambrusco naturale. Imperdibbile.

Invece, e qui sono già un po’ agitato, domenica pomeriggio una lezione/degustazione che mi vedrà a fianco di alcuni mostri sacri.

Basti pensare al Guru della birra artigianale Teo Musso e al panificatore naturale Davide Longoni di Carate Brianza.

Il tema è “I lieviti degli altri”. Qui il link alla scheda dell’evento. Lieviti Altri rispetto al vino ovviamente. Non so ancora cosa dire, si andrà un tanto al braccio vedendo com’è il feeling, mi piacerebbe anche portare qualcosa da assaggiare.

In generale, per gli amanti del genere “vino-naturale”, il programma eventi è comunque molto interessante.

Ci vediamo a Milano! (anche se nevica!)

Scorticata 2009 – La collina dei piaceri

Scritto 9 anni fa


Partecipai alle prime edizioni e il luogo, unito alle tante persone che giungevano da ogni dove, resero fin da subito quest’evento “magico”
.
Ci ritorno con grande piacere, e solo leggere l’elenco dei produttori, la via delle osterie e immaginare come possano essere le colline romagnole con ‘sto caldo, dovrebbe suggerire a tutti di venirci alla grande.

Dove: Torriana, sulle fresche colline di Rimini qui

Quando: da mercoledì 29 a venerdì 31 – dalle ore 20 a notte fonda

Perchè: perchè se ami le cose buone nei posti giusti, non puoi mancare

Vi aspetto!

Suoni Di-Vini in acetaia stasera

Scritto 9 anni fa

Stasera, in Acetaia, una serata di musica classica per la serie “Suoni Di-Vini” (IV edizione).
L’organizzatore è Paolo Testi, famoso da questi parti per essere stato l’inventore dei “Concerti della Via Lattea” (nei caseifici del Parmigiano Reggiano praticamente). Paolo frequentava come me l’istituto tecnico commerciale L. Einaudi di Correggio (RE). Ragioneria …. e guarda qui cosa ci salta fuori, un musicista “di un certo livello” e un acetaio 🙂

Inizio musica ore 21,00.

Durata concerto circa 1 ora (o perlomeno finche’ tiene il palco fatto da me con 8 pallet usati)

Rinfresco finale offerto (e chi a si comporta male mangiando troppo o rubando cose, gli taglio le mani!)

Vi aspettiamo!

I prodotti e le idee che ci hanno clonato e spunti da copiare

Scritto 9 anni fa


2001 (anno più anno meno):

Dai laboratori di Acetaia San Giacomo e Montecurto nasce la prima Gelatina di Balsamico della storia.

2003 circa: iniziano ad arrivare le prime copie. (e potremmo pure dire che tutta l’ondata di “Glasse” è partita da qui)

2003 (anno più anno meno):

Dalle menti malate dell’Acetaia San Giacomo e dalle mani di Giacomo Boidi, alias Giraudi, nascono i Cioccolatini alla Gelatina di Balsamico

Solo uno, il sig. Malpighi, aveva fatto cioccolatini con Balsamico prima, ma il concetto era diverso. Noi una gelatina in purezza, loro la “goccia” liquida.

Hanno subito un buon successo. Mi chiamano dalla Nestlè, Nespresso per l’esattezza, perche’ interessati per un eventuale abbinamento ai caffè.

Prima di partire per Losanna, sede di Nespresso, vado da un’avvocata a Bologna esperta in brevetti, marchi e diritto industriale. Niente da fare, l’ “idea” non è tutelabile. Vabbe’, in ogni caso alla Nespresso non li volevano perchè costavano troppo (quando ho sentito il loro target di prezzo mi sarei alzato senza farglieli nemmeno assaggiare).

200equalcosa: diversi “Cioccolatini alla gelatina o crema di Balsamico” escono sul mercato.

2005: dalla mia mente malata parte il progetto “Adotta una Batteria!“.


Il progetto ha un ottimo successo. In un paio d’anni lo spazio disponibile si esaurisce e gli “adottanti” vengono anche da oltre oceano.

2008/09: l’idea, mai vista prima, viene pedissequamente copiata dal progetto “Banca Aceto“.

Una rapida occhiata ed analisi al contenuto del progetto mi porta a ripetere un milione di volte, stile mantra, “non ci credo” – “non ci credo” – “non ci credo” – “non ci credo” tra lo sbigottito e una giusta dose di autocompiacimento per la serie “ve lo dicevo che era una figata e che ci sarebbe da fare un minibusiness solo su questo“.

Ho già velocemente buttato giù alcuni passaggi in virtù dei quali penso che l’idea e la comunicazione dei contenuti sia stata copiata.

Non mi rimane che porgermi alcuni quesiti che ti prego di aiutarmi a risolvere:

1- ma perchè invece di “fare finta di niente”, non hanno cercato una collaborazione così

a: spendevano meno di agenzia
b: non avendo più posto in Acetaia, gli mandavo i miei clienti
c: dove sta la propria “onestà intellettuale” quando si dice “è un’idea unica, originale“?

(penso che) il futuro non sia coltivare il proprio micro-orticello ma condividere.

2- in generale, come nei casi dei 2 prodotti testè citati, riconducibili alla fine più ad IDEE (nella fattispecie “ricette”) che a COSE INNOVATIVE (brevettabili), COME si ci può tutelare?
E’ proprio vero che non esiste nessun mezzo?

ps: come fanno altri (anche qui) non ho nessuna paura a mettere giù le mie idee o i progetti che sono ancora da sviluppare.
In particolare vorrei segnalare qualche idea nuova a chi volesse partire, una volta tanto, prima di noi e non copiare dopo:

– inizieremo batterie di Balsamico Tradizionale in Biodinamica. Nessuno l’ha mai fatto.

– la sferificazione del Balsamico. Qualcuno ci ha già pensato? Ah! vi dico subito che l’acidità potrebbe essere un problema

– il FiorDiSaba (questo è un marchio che potrebbe essere registrato) è un prodotto che un paio di anni fa ero pronto a far partire ma non ho trovato fornitori di petali di fiori adatti. Qualcuno vuol partire nel frattempo? Per fare prima consiglio di prendere le essenze di fiori che è meno complicato 🙂

pps: l’idea del Panettoncino al Balsamico NON l’abbiamo inventata noi! I primi, che io sappia e se non mi ricordo male, sono stati quelli di Fattoria Estense. Grazie per l’idea!

TASTE FIRENZE – Si parte, in rima

Scritto 9 anni fa
Da stasera a lunedì
l’Acetaia si trasferisce qui,
esporremo i nostri bei prodotti
come se fossimo in Via Condotti
ho ancora qualche omaggio
ma voglio in cambio un pezzo di Taleggio
su non fate gli sfaticati!
ne rimarrete gratificati
la fiera è alla Stazione Leopolda di Firenze
luogo di modaiole movenze
dato che ogni anno ci fanno il Pitti
e non certo zitti zitti.
Vi aspetto al banco 4B
durante tutto il dì
vi farò assaggiare due gocce di Balsamico Stravecchio
che vi farà sbarluzzare l’occhio

Bio-sensibilità. Il caso NaturaSì

Scritto 9 anni fa

E’ inutile negarlo, il 2009 si è aperto proponendomi una marea di dilemmi (enogastro)esistenziali.

La Via-del-Bio (che così posta, suggerisce interessanti spunti spirituali) è senza dubbio frutto di uno di questi dilemmi.

Giusto per ragionare a voce alta, mi sono detto:

“Commercialmente, ripeto commercialmente, parlando investo almeno il 75% del mio tempo a spiegare la differenza tra:
– un Balsamico Industriale ed uno “Tradizionale
– il fatto del caramello, piuttosto che della densità
– le differenze tra i “nomi”: …di Modena, Balsamico, Condimenti
e via di questo passo.

Solo una minima parte viene impiegata per spiegare quali sono le nostre peculiarità, perchè i Balsamici NON sono tutti UGUALI.

E solitamente, la sensibilità a certi argomenti (quelli di cui sopra) è veramente bassa.

Mi sono allora detto: “non solo certificandomi bio posso rendere trasparente il fatto che per i nostri prodotti usiamo SOLO uva (e senza chimica) MA IN PIU’ ho la possibilita’ di relazionarmi con un mercato che dovrebbe essere super-sensibile a certe problematiche (per l’appunto, quelle di cui sopra).

Ebbene, ieri vado a fare la spesa ad uno dei NaturaSì di Reggio e vedo in offerta un “Aceto Balsamico di Modena” a 1,55 Euro la bottiglia da 250 ml.
Faccio presente che il prezzo pieno sarebbe stato 2,21 Euro quando, di fianco, c’erano i semplici aceti di vino, bianchi e rossi, a 2,22 Euro.

Non so voi, ma qualcosa non mi torna:

– economicamente: il fatto di essere “Balsamico” dovrebbe rappresentarmi un plus, non un disvalore tale per cui costa anche meno dell’aceto di vino!

– materialmente: ma non avevo detto che “l’ambiente Bio” dovrebbe essere più sensibile a certe cose? Non ci si pone il problema di cosa c’e’ dentro ad una bottiglia che costa così?

Aiutatemi voi.

Rafael Garcìa Santos dice: “ok!”

Scritto 9 anni fa

Altro che “Uomo Del Monte”! Quando è nientepopò di meno che Rafael Garcia Santos (aka Lo Mejor de la Gastronomia) a dire di sì, allora bisogna festeggiare…vai con la bottiglia di lambrusco!

Grazie a Bob Noto per la foto e per avere avuto con sè l’ampollina.

ps: colgo l’occasione datami dalla foto per chiarire come si versa il Balsamico Tradizionale. Quella fessura sul tappo che il sig. Santos sta usando per far fuoriuscire il prodotto, e’ in realtà l’apertura dalla quale dovrebbe entrare l’aria. Per questa va tenuta sempre pulita e libera.
Così facendo l’aria entra e permette al denso e ricco Balsamico di fuoriuscire goccia a goccia.
Bisognerebbe quindi:

1- inclinare di 45 gradi circa il boccettino facendo in modo che il taglio sul tappo sia verso l’alto e la cannula di vetro e il relativo beccuccio verso il piatto

2- attendere ed osservare il taglio/l’apertura del tappo. quando entra l’aria, significa che “qualcosa si muove”

3- dosare le gocce a piacere

4- in sostanza: ci vuole pazienza, ci abbiamo messo almeno 12 anni a farlo, cosa sarà aspettare qualche secondo in più per farlo uscire! 🙂

Disclaimer: a chi verrà visto agitare l’ampollina come farebbe un barman acrobatico durante la finale mondiale con il suo shaker o tenerla in posizione perfettamente verticale rispetto al tavolo (e magari dare qualche botta nel sedere dell’ampollina), verrà immediatamente amputata la mano (o il braccio a seconda della gravità) 😉

Quando il Gambero Rosso segna svolte epocali

Scritto 9 anni fa


20 anni fa, quando mio padre diceva che faceva “Balsamico di Reggio Emilia” gli ridevano in faccia.

Pian piano “quello di Reggio” si è fatto conoscere sempre di più e a detta di molti (qui addirittura un modenese, poi Raspelli financo a
Paolo Marchi su Il Giornale) è quello che si è sputtanato (si può dire?) meno rispetto a quello dei cugini di Modena.

Nel frattempo, su qualsiasi media, quando si parlava di Balsamico
a- era fatto SOLO a Modena
b- se si parlava di Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, le foto erano sempre e comunque quelle del Balsamico di Modena

Basti pensare che sulla segnaletica stradale delle Strade dei vini e dei sapori di Reggio Emilia , il pittogramma che identifica la presenza di un’Acetaia è proprio la stilizzazione della famosa bottiglietta di Giugiaro, quella del Balsamico Tradizionale sì, MA di Modena.

Tutto questo fino ad oggi, fino a quando, grazie ad apposite segnalazioni non scopro che a pagina 17 del Gambero Rosso di questo mese, avviene di fatto la svolta epocale, il sorpasso, in termini di immagine ed immaginario, del Balsamico Tradizionale Reggiano rispetto a quello di Modena.

Se poi volessimo esagerare, potremmo anche fare un paio di pensieri sul fatto che il Balsamico in questione, è mio 🙂

Si tratta certamente di un refuso ma dal valore simbolico incredibile.

Per cui grazie di cuore Gambero Rosso, questa pagina entrerà nella storia del Balsamico! 🙂

ps: si poteva anche argomentare questo lapsus dicendo che il “Balsamico senza segreti” era quello di Reggio Emilia e dell’Acetaia San Giacomo, ma poteva risultare troppo stucchevole 🙂

pps: non è che io ce l’abbia con i modenesi, anzi!
Uno dei primi corsi sul Balsamico lo feci a Spilamberto, alla Consorteria. E fu bellissimo.

pps: il Ducato di Modena e di Reggio Emilia, è stato un “unico territorio” per più di 400 anni.
Che si sappia: secondo me non ha senso parlare di prodotti diversi. O meglio, sono prodotti diversi intimamente, poichè come ogni prodotto della natura, ogni famiglia, ogni singola botticella dà vita ad un Balsamico diverso, ma hanno un’unica origine, un unico territorio, una unica matrice storica.

Bonus link: il filmato sul Balsamico Reggiano (da notare la dolcezza di certi commenti modenesi 🙂

Cosa cercano i visitatori nel sito dell’Acetaia San Giacomo

Scritto 9 anni fa

L’altro giorno in macchina stavo pensando: “dato che quest’anno dovrei fare partire l’e-commerce della Bottega del Gatto M, l’home page del sito andrebbe un po’ rivista, togliere cioè certe cose e dare più visibilità ad altre, magari più prettamente commerciali ecc…”

Pensavo al macro-menu presente in home page dove ci sono 4 punti impostati a mo’ di “approccio graduale” rispetto al nocciolo della questione.

1- il territorio

2- l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia in generale

3- la nostra Acetaia

4- la bottega che c’e’ in Acetaia

Un po’ come se richiedessi come presupposto per conoscerci, il fatto di sapere qualcosa sul nostro territoro e sul prodotto in generale, giusto per capire il contesto in cui operiamo insomma (e per complicarsi la vita ovviamente 🙂

E mi sono anche detto : “la sezione sul Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia in generale ad esempio, potrei anche toglierla … “

Allora sono andato a vedere la “classifica” delle pagine più viste sul nostro sito.

Allora, vediamo:

1°- la home page
2°- la sezione generica del “Cos’è, come si fa” il Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia
3°- la “Storia dell’Acetaia San Giacomo”
4°- la “Preparazione della batteria”
5°- la “Cottura del mosto”
6°- la sezione della Bottega del Gatto M
7°- i contatti
8°- l’avviamento della batteria
9°- una ricetta
10°- la sezione dei “Rincalzi e prelievi”

Le osservazioni:

0- Questa è una di quelle analisi che andrebbe fatta un po’ più spesso.

1- dopo l’home page, la sezione “Cos’è, come si fa” è la sezione più visitata

2- su 9 posizioni (dando per scontata l’home page al primo posto) ben 5 riguardano aspetti sulla produzione del Balsamico Tradizionale in generale (e su 20 posizioni, 11)

3- a parte la “Storia dell’Acetaia San Giacomo” e la “Bottega” non sembra esserci approfondimento di natura “commerciale” ad esempio le pagine relative ai singoli prodotti, quella dove poter scaricare la brochure (che è comunque all’ 12° posto) ecc…

4- le ricette, anche se apparentemente non tanto presenti tra le pagine-top-viste (1 su 10 e 3 su 20) sono comunque le pagine in cui gli ospiti si fermano di più in termini di tempo

Le mie prime conclusioni

1- NON toglierò la sezione prettamente informativa sul Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia in generale anzi, la rimpolperò per bene

2- sposterò la sezione relativa al “Territorio” in una posizione meno privilegiata (anche se è all’11° posto…)

3- arricchirò la sezione delle ricette

4- ho pensato che potrei anche smettere di produrre&vendere e fare un sito solo informativo!

E da fuori, qualche consiglio utile?

Grazie 🙂

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